D'ANNUNZIO, Gabriele

Francesca da Rimini. Tragedia rappresentata in Roma nell'anno MCMI a dì IX del mese di decembre,

Milano, Fratelli Treves, 1902, in-8 gr., pp. (16, di cui le prime 5 bb.), 289, (7, di cui le ult. 5 bb.), leg. edit. in piena pergamena flessibile con unghia, tracce di nastri di chiusura, impressa in oro sul piatto anter. corona d'alloro con al centro un libro trafitto da una spada e le parole «Noi leggevamo», dorso liscio con tit. oro. Edizione originale. Il testo della tragedia è preceduto da una Canzone-dedica "Alla divina Eleonora Duse" ed è seguito da un lungo "Commiato" dedicato alla città di Rimini (pp. 279-285). Lussuosa edizione, concepita e curata direttamente dal d'Annunzio nei più minuti particolari, impressa su carta a mano con barbe, in caratteri rinascimentali rossi e neri appositamente fusi; pure in rosso e nero è la ricchissima serie dei disegni incisi in legno da Adolfo De Carolis (tra cui anche le 7 pp. di musica notata del Maestro Antonio Scontrino, commento musicale alla tragedia) che rendono il volume un capolavoro editoriale. Nella nota che segue il testo, dopo alcuni cenni sul significato dell'opera poetica e sull'apparato scenico della tragedia a cui concorsero artisti delle arti maggiori e minori, il Poeta afferma: «La medesima cura fu proseguita nella stampa di questo volume, perch'esso rimanga come documento d'uno sforzo sincero ed animoso dhe due volontà concordi concepirono in patria per testimoniare almeno la loro aspirazione verso quelle molteplici forme ideali che un tempo fecero della vita italiana l'ornamento del mondo». Bell'esemplare, arricchito da invio autografo: ''A Benigno. Gabriel'', da identificarsi con Benigno Palmerio, medico veterinario fiorentino di origine abruzzese (1861-1938) fu uomo di fiducia, segretario e amico di Gabriele D'Annunzio negli anni della Capponcina tra 1898 e 1910. De Medici n. 48. Guabello n. 150 e 151. Vecchioni n. 27. Falqui p. 27.
€ 1.250