MELLINI, Domenico

Descrizione dell'entrata della sereniss. reina Giovanna d'Austria et dell'apparato, fatto in Firenze nella venuta, & per le felicissime nozze di ... Don Francesco de Medici ... riueduta, & corretta & diligentemente stampata la terza volta. 

Fiorenza, appresso i Giunti, 1566,

in-8 piccolo (mm 148x94) , pp. (16) 128, (12, mancando gli ultimi 2 ff. bianchi). Splendida rilegatura coeva in marocchino rosso alle armi di Portia Maria Della Corgna, nata Colonna, dorso decorato ai piccoli ferri, ai piatti bordure di dentelles e di filetti, agli angoli interni quattro margherite ed al centro di entrambi grandi armi araldiche della famiglia Della Corgna (alberello di corniolo su monte di tre cime) sovrastato da corona. Il nome della proprietaria (S. Portia Maria Della Corgna) è  indicato lungo la cornice. Molto inusuale è l'aggiunta di due fogli posti all'inizio e alla fine con l'impressione al solo recto dello stemma e del nome della collezionista, che hanno lasciato una traccia di offset sui fogli di risguardo.  Porzia Colonna (morta nel 1583), era sorella di Marzio, e nipote del famoso ammiraglio Marcantonio Colonna. Sposò il perugino Diomede della Corgna, (nominato marchese nel 1563 da Pio IV), nipote ed erede di Ascanio I, in quanto il matrimonio con Giovanna Baglioni non gli portò figli. Diomede assunse il cognome dei della Corgna, titolari dal 1563 al 1647 del marchesato di Castiglione del Lago.  Le vicende di questo volume, che descrive gli apparati del grande Giorgio Vasari, pare intrecciarsi con quelle di un artista umbro, Vincenzo Danti, il quale ritornò a Perugia nell'ottobre 1565 per approntare per queste nozze una statua equestre del padre dello sposo vittorioso sulla Frode, in terracotta dipinta collocata in piazza S. Apollinare. Sempre da Perugia aveva inviato all'inizio del 1566 a Cosimo I un bronzo ora disperso. Dal 1573 architetto pubblico di Perugia, lavorò ad una Crocifissione (perduta) per la cappella di Giovanna Baglioni Della Corgna, suocera di Porzia. Oltre che di insigne famiglia di Perugia, Porzia, in quanto inoltre nata Colonna, fu senz'altro invitata al matrimonio di Giovanna d'Austria (1547-1578) sorella dell'imperatore Massimiliano II  con il futuro Granduca. Terza e definitiva tiratura (nello stesso anno ne apparvero le altre due) di opera di notevole rilevanza perché le grandiose feste furono ideate dal Vasari - "autore di tutti questi ornamenti"  lo definisce il Mellini (1540-1610 c.) - e da Vincenzo Borghini, che svolse "un'ampia indagine sulle tipologie ornamentali usate nelle principali corti europee ... In stretta collaborazione con l'architetto Giorgio Vasari, Borghini dimostrò un particolare apprezzamento per gli ornamenti utilizzati a Lione nel 1548 nell'incoronazione di Enrico II e di Caterina”. (Borghini e gli esordi di una tradizione). La commedia La Cofanaria di Francesco d'Ambra fu rappresentata nel Salone dei Cinquecento (di notevole interesse è la descrizione degli arredi del Salone), mentre tre Mascherate seguirono nel Carnevale: quella delle Bufole, il Trionfo dei Sogni, e la Genealogia degli dei. Ottimo esemplare di raro libro di feste nonché importante fonte di storia dell'arte, in ricca legatura di non comune provenienza femminile. Oltre all'inusuale doppio ex-libris a piena pagina della collezionista, riporta al contropiatto l'ex-libris della biblioteca Finaly Landau. Il barone Horace Landau (morto a Firenze 1903) fu rappresentante dei Rotschild a Costantinopoli, a Torino e a Firenze, dove acquistò la villa «alla Pietra», che arricchì di varie collezioni e di una ricca biblioteca, aumentata in seguito dall'erede, Jenny Finaly.  Ugualmente appartenuto alla"Signora  H. Finaly, Firenze"  è l'unico esempio di simile preziosa rilegatura. Esposto alla "Mostra storica della legatura artistica in Palazzo Pitti" , catalogo 1932 al n. 669, racchiude un Vocabularium ecclesiasticum  del 1618: "mar. rosso; piatti con cornici di dentelles e di filetti; agli angoli interni quattro margherite ed al centro scudo a cartocci coronato recante l'arma della proprietaria il cui nome (S. Portia Maria Della Corgna) è indicato nella cornice”.  Non vengono menzionati i due fogli indicanti la provenienza: in effetti questo uso, non paragonabile ad un ex-libris in genere posto al contropiatto, non ci risulta attestato in alcuna raccolta. Volume in ottime condizioni, che in una maniera assai curiosa attesta la provenienza dalla biblioteca di una collezionista cinquecentesca.

 Ruggieri n. 712. Nagler, Theatre Festivals of the Medici, pp. 13-35. The Understanding of Ornament in the Italian Renaissance. Annali dei Giunti, I, 384.

€ 8.500