La storia

Librai e Bibliofili. “amor librorum nos unit”

“Non riesco a saziarmi di libri. E si' che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario;”
Francesco Petrarca

Alcuni librai sono anche collezionisti, e noi non facciamo eccezione.

Arturo ha nei decenni messo da parte alcuni libri italiani di grande significato – da svariati figurati antichi ad una raccolta completa delle edizioni originali di Leopardi, della quale è gelosissimo – ed un buon numero di princeps della letteratura italiana del Cinquecento, in esemplari particolarmente scelti.

Umberto ha raccolto una buona selezione di primi volgarizzamenti di testi classici, ed un gran numero di prime traduzioni dei capolavori della letteratura inglese e francese moderna: spaziando dunque da Virgilio a Kafka, passando per Sant'Agostino e Cartesio e qualche esempio di prime traduzioni straniere di significative opere italiane (da Tasso a Manzoni in francese, sino a Pinocchio in russo).

I nostri Cataloghi

“legato con amore in un volume, ciò che per l'universo si squaderna”
(Paradiso xxxiii, 86-87)

La Libreria pubblica cataloghi da oltre novant'anni: il primo, datato 1921, è per noi una sorta di monetina Numero Uno, primo segno della tradizione di serietà e ricerca bibliografica a cui sono sottoposti tutti i volumi in vendita. Da allora sono usciti circa trecento tra listini ciclostilati, opuscoli per esposizione, “Convivi” di varia cultura, cataloghi monografici. Nel 1962 inizia una nuova serie di cataloghi numerati, che attualmente sono arrivati a quota 107.

Tutti i cataloghi Pregliasco usciti negli ultimi 20 anni sono disponibili in pdf: sfoglia i nostri cataloghi.

La nostra storia. 100 anni e non sentirli

“Croce aveva in simpatia gli ‘ottimi Pregliasco', evocati dalla figlia Donna Elena nei Ricordi Familiari quando in libreria da Pregliasco incontrava i suoi amici: Einaudi, Gioele Solari, Francesco Ruffini, Domenico Bulferetti, Gobetti, Federico Patetta”

Francesco Fadini, prefazione al catalogo Risorgimento del 1978

La Libreria Antiquaria Pregliasco nasce a Torino nel 1911, quando il giovane Lorenzo Pregliasco chiede alla famiglia di vendere una cascina sulle colline albesi per poter acquistare, a pochi passi dall'attuale Piazza Vittorio, un polveroso negozio di libri usati. L'Italia aveva dunque solo cinquant'anni, Lorenzo ne aveva 17.

Dopo il ritorno dalla Grande Guerra, pubblica nel 1921 insieme al fratello il primo catalogo ricco di quattrocento voci tra le quali il libro più caro è un incunabolo figurato del costo di 65 lire. Nella disordinata libreria, sempre in compagnia di almeno due cani, Lorenzo riceve le visite di Benedetto Croce, Piero Gobetti e di un giovane molto interessato all'economia politica: Luigi Einaudi.

Un grande istinto per il libro antico guida il fondatore della Libreria in giro per l'Italia alla ricerca di biblioteche, «viaggiando in terza classe fumatori», come amava ricordare; il suo acquisto più importante resta quello della celebre biblioteca formata da Francesco Melzi d'Eril, viceré d'Italia durante l'occupazione napoleonica.

Sarà proprio la dispersione della Biblioteca Melziana a far accorrere nel dopoguerra presso la libreria torinese bibliofili e librai da mezzo mondo.

Nel 1947 Lorenzo Pregliasco è tra i fondatori dell'ALAI e, dai primi anni Cinquanta, è affiancato dal figlio Arturo, che darà sempre maggior respiro internazionale all'attività della libreria e sarà presidente dell'ALAI dal 1970 al 1976.

Umberto, dal 2004 al 2010 presidente dell'ALAI a propria volta, rappresenta da ormai venticinque anni la terza generazione di Pregliasco in libreria, il suo motto è «una volta comprato, il libro resterà per sempre un po' mio, anche se lo dovrò vendere». Tra i clienti illustri, a Croce si è oggi sostituito Umberto Eco, con il quale l'omonimo Pregliasco ingaggia divertenti schermaglie tra il bibliografico e il ludico-linguistico.

Il sogno nel cassetto? «Trovare un giorno una piccola biblioteca di manoscritti inediti», magari in un'abbazia di echiana memoria, «tra cui ovviamente l'originale autografo della Commedia dantesca e il secondo libro della Poetica di Aristotele».