VIVALDUS, Giov.Lud.

Aureum Opus de Veritate Contritionis. In quo mirifica documenta eterne salutis aperiuntur.

(F. 158, v.:) Salutijs impressum..., Le Signerre fratres Rothomagenses, anno Salutis 1503, die prima Julij (Saluzzo, 1 Luglio 1503),

in-folio (mm 299x210), ff. 158 (erroneamente numerati 160), ff. 28 n.n. d'Indici, legatura secentesca in pergamena semifloscia. Titolo silografico in grandi caratteri gotici, due imprese tipografiche (Kristeller 100) in fine, alcune grandi splendide iniziali istoriate con stemmi e scene sacre; nei margini centinaia di maniculae silogr. ad indicare i passi più importanti. Il volume è illustrato al r. del f. 2, da una magnifica silografia a piena pagina raffig. S. Gerolamo in penitenza, entro elaborata bordura con putti, fregi e stemmi di Saluzzo e della Marchesa Marguérite de Foix. Talvolta attribuita a Jacopo Bolognese, è certamente di ambito milanese e rimanda ad alcuni legni pubblicati dagli stessi Le Signerre a Milano. Secondo Lippmann (Art of wood-engraving in Italy, p.147). ''the effect produced is one of concentrated power''. Dedica di Bernardino Dardano a Ludovico II, Marchese di Saluzzo ed al verso della silografia altra del giurista Francesco Cavassa, Vicario in Asti. L'arrivo del Dardano da Parma come precettore dell'erede e del Vivaldi da Mondovì come confessore del Marchese rappresentò ''l'anello di congiungimento tra la cultura teologica e la cultura propriamente umanistica'' (Vinay, L'umanesimo subalpino, p.107). Il primo libro figurato impresso a Saluzzo, e prima edizione dell'opera principale del frate domenicano. Vi esamina a fondo il sacramento della confessione, i dieci comandamenti, tipi di peccato, le quattro virtù cardinali, i precetti della Chiesa. In fine un'epistola all'autore da parte del confratello Girolamo Cervi da Bellano, del quale segue il vastissimo indice. Lodovico II del Vasto (1438-1504) ebbe una buona cultura umanistica ed invitò i fratelli Le Signerre per una stabile attività tipografica; ma a causa della morte del Marchese cedettero i torchi ed i tipi a Giacomo de Circhis di S.Damiano d'Asti il quale stampò l'"Opus Regale" nel 1507. Bellissimo nel colophon è l'omaggio dei tipografi francesi alla città che li ospita: "Sors mea Salutias postquam me duxit ad arces qua fluit e Vesuli vertice lympha Padi" Edizione di straordinaria bellezza, importanza e rarità. Esemplare assai puro, a grandi margini (alone marginale agli ultimi 3 fogli). Malgrado non sia censita in SBN, figura in una decina di biblioteche piemontesi (alcuni esempl. mancanti della silografia).

Cfr. Bersano Begey, 1265 (sole 5 copie). Kristeller, 564. Sander, 7703. STC, 735. Mortimer, Harvard Italian, 552; Sander 7703. Banfi, G.L.Vivaldi da Mondovi.
€ 24.500