Bona espugnata. Poema del Cavalier Conte Vincenzio Piazza al Serenissimo Cosimo Terzo Granduca di Toscana e Granmaestro dell'Ordine de' Cavalieri di Santo Stefano. Coll'Allegoria estratta dal Conte Marcantonio Ginanni Principe degli Accademici Concordi di Ravenna, e cogli Argomenti del Conte Fabbrizio Monsignani Principe de' Filergiti di Forli'

 in-8, pp. XVI, 303, (1 bianca), antiporta allegorico , ritratto e 12 tavole f.t. incise in rame raffiguranti scene del poema, legatura di poco posteriore in pelle, cornice oro ai piatti, tessello e fregi vegetali in oro al dorso (piccola perdita cuffia di testa, alcune tracce di usura). Prima edizione di questo poema in ottave, in cui si narra l'espugnazione della città algerina di Bona da parte di soldati dell'ordine di Santo Stefano, fondato nel 1562 da Cosimo I de' Medici per difendere le coste della Toscana dai pirati. La spedizione avvenne nel 1609 per vendicare la morte di alcuni cavalieri appartenenti all'ordine ad opera dei corsari algerini. Le tavole per l'opera, rare a reperirsi tutte, si devono ad Arnold V. Westerhout (1666 - 1725), e al celebre incisore parigino Nicola Dorigny (1657 - 1746), su disegno di Mauro Oddi, allievo di Pietro da Cortona. Opera di notevole successo e dalle numerose ristampe, che valse all'autore l'iscrizione all'Accademia della Crusca. Ottimo esemplare. . Vinciana, 2834 "E' tra i migliori poemi seicenteschi"; Choix, 18614; Graesse, 5, 279;Belloni, p. 207: molto ben proporzionato nella struttura, castigato nello stile, non rimpinzato soverchiamente di episodi e abbastanza interessante";

  BL 17th Italian II,681; Quadrio VI, p. 690..

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