DE ROSSI, Giov. Bernardo

Carmina orientalia Heb., Syr., Rabb., Samar., Arab., Chald. et Syro-Estrang.

Torino, ex Tipografia Regia, 1768,

in-4 (cm 25,5 x 20), pp.16, legatura in carta decorata dell'epoca. Perfetto stato di conservazione.  Opera giovanile assai rara di cui si conosce un solo esemplare alla Biblioteca Reale torinese. L'ode, scritta dal De Rossi in occasione della nomina di Francesco Rorà a vescovo di Torino venne arricchita dalla traduzione in varie lingue orientali. Per mancanza di caratteri mobili in quelle lingue, le traduzioni furono intagliate e stampate in xilografia. 

Il De Rossi, originario di Castelnuovo Nigra, si dedicò allo studio delle lingue orientali sin dalla gioventù. La pubblicazione del De praecipuis caussis  gli valse un impiego nel Museo Reale di Torino, ma pochi mesi dopo ricevette da parte della corte di Parma l'invito a diventare professore di teologia di quella università.  Fu qui che decise di istituire la cattedra di "lingue orientali", diventandone presidente, insieme a C.M. Paciaudi, che aveva da poco curato il riordino degli statuti dell'università parmense.

Dello stesso autore si conosce anche un manoscritto inedito, Poemata Anatolico Polyglotta, scritto nel 1769 dopo l'invito ricevuto da Parma ed  un Poéma Anatolico-polyglottum in nuptiis... del duca Ferdinando I con Maria Amalia d'Austria, che è la prima opera impressa da Bodoni nella Regia Typographia.

Questa piccola edizione anticipa  in qualche modo la grande opera del De Rossi, gli Epithalamia exoticis linguis reddita per le nozze di Carlo Emanuele, stampati da Bodoni nel 1775: un in-folio che "fece epoca negli annali della tipografia". 

 l' Unico esemplare conosciuto è conservato presso la biblioteca Reale Torino

€ 1.700