LUCINI, Antonio Francesco

Compendio dell’Armi de Caramogi.

D’Ant.Fran. Lucini. In Firenze An. M.D.C.XXVII. (in basso a sinistra:) F.L.D. Ciartres excud.”

Serie di 23 incisioni a bulino e acquaforte (su 25, mancando le incisioni n.13 e 24), caduna mm.78-81 x 117-120, ampi margini, su carta vergellata strettamente coeva con filigrana dello "scudo con armi araldiche". La prima è il titolo figurato della serie (due scimmie antropomorfe reggono una lavagna o tavola di legno; una terza, quale pittore, disegna il titolo). Sono altrettante scene caricaturali con uno o due goffi personaggi (Caramogi) che maneggiano vari tipi di armi leggere e pesanti (dal pugnale al cannone), estremamente originali e divertenti. I "Caramogi" erano, in epoca antica, personaggi grotteschi, gobbi, deformi, raffigurati soprattutto in statuette di porcellana. Nell'intenzione del Lucini sostituiscono i "gobbi o guitti" di Callot. La sigla posta nell'angolo inf. sinistro del foglio di titolo sta a significare: "François Langlois, dit Chartres" calcografo e mercante di stampe morto nel 1647 che fu l'editore della serie. Del Lucini, estroso disegnatore e incisore, attivo a Firenze ed a Nancy nella prima metà del XVII sec., allievo o seguace di Jacques Callot e di Stefano Della Bella, si hanno solo notizie parziali e sommarie della vita e delle sue poche opere. Questa serie è di assoluta rarità ed è sconosciuta sotto la voce Lucini negli studi o bibliografie sulle incisioni, generali e monografiche, italiane e straniere. Solamente in MASTER DRAWINGS, vol. XV del 1977, figura uno studio di F. VIATTE su Callot, Della Bella, Baccio del Bianco e Lucini, con la riproduzione delle 25 incisioni del "Compedio d'Armi", Apparentemente un solo altro esemplare, alla B.Bertoliana di Vicenza. Il presente ci risulta essere l'unico a passare sul mercato antiquario negli ultimi decenni. Pregevolissimo e prezioso (pur mancante di due fogli). I ''caramogi'', ovvero persone piccole e contraffatte, secondo la definizione del vocabolario della Crusca. Erano generalmente buffoni di corte, cui gli artisti davano fattezze oltremodo caricate, secondo una tradizione assai in voga nella Firenze del XVII secolo. Tra i principali artisti che si dedicarono a questo genere ricordiamo Jacques Callot e Stefano della Bella. 

23 of (25) numbered etchings and engravings, including title.  Exceedingly rare suite of dwarfs dueling with arms or carrying other weapons, a satire of a macabre entertainment held in 17th c. Engraving as a combination of bizarre costume, ugly physique and grotesque violence.

Thieme-Becker XXIII, 438; Le Blanc II, 577; Milesi p.154.
€ 20.000