Venafro - DE AMICIS, Giovanni

Consilia D. Joannis de Amicis de ciuitate Venafri iureconsulti ac aduocati celeberrimi.

(In fine:) s.l. (Rimini), in officina Ariminensi Hieronymi Soncini calcographi, 1520 tertio nonas Iunias, (Rimini, Soncino, 1520),

in-4, ff. 18 n.n., leg. coeva d'amatore in mezza pelle verdone, tit. oro al dorso, car. gotico su 2 colonne di 43-44 linee. Al titolo ricca bordura a fogliame, formata da 4 legni su fondo nero inquadrante una vignetta silogr. con l'autore in atto di scrivere; l'incisione è tratta da Benci, Pronostico, Bologna 1504. Al verso del tit. due dediche di Vincenzo de Paride concittadino dell'autore al Marchese di Pescara, ed a Enrico Pandono d'Aragona, Conte di Venafro, interessante in quanto si dice che l'opera venne edita ''inscio e reluctante auctore''. Prima edizione dell'opera dell'illustre giureconsulto De Amicis, nato nel 1463 a Venafro, piccolo centro molisano, e primo libro stampato con certezza a Rimini, ad opera del grande tipografo Girolamo (Gerschom) Soncino, durante la sua forzata attività di tipografo ambulante per sfuggire alle persecuzioni papali. Il comune di Rimini aveva accordato nel 1511 un privilegio di stampa a Nicolò Brenta e Pietro Cafa, ma finora non si conoscono esempi della loro produzione. Estremamente raro; censito in sole cinque biblioteche italiane, tra le quali non figurano né Roma né Firenze né Rimini. Giovanni de Amicis nel 1522 fu chiamato ad insegnare diritto civile nella facoltà di Giurisprudenza di Napoli. Ebbe la cittadinanza onoraria insieme ai nipoti Ercole de Amicis e Vincenzo de Paride. È considerato il primo storiografo venafrano per avere illustrato nella sua opera, a proposito di una vertenza giudiziaria tra San Pietro Infine e Venafro, le origini e le prerogative della sua città. Ottimo esempl.

Sander 321. Manzoni II, 116. Fumagalli, Lexicon, p. 327. Manca a BMC.
€ 9.500