POLIDORO, Virgilio

De gli inventori delle cose. Libri otto. Tradotti per M. Francesco Baldelli.

In Firenze, appresso ai Giunti, 1587,

in-4, (21), pp. (24), 426, (48) di indici; marca tip. al front. al termine degl'indici (manca la carta DD6, tra la fine dell'opera e l'inizio degli indici, in cui figurava la terza marca tip.). Legatura coeva in pergamena floscia, autore ms. al dorso. Prima edizione della traduzione del Baldelli di questa pregiata opera, vera e propria enciclopedia del sapere con capitoli dedicati ai più vari argomenti, discipline e mestieri, come medicina, orologi, musica, astrologia, magia, agricoltura, caccia, pesca, armi, giochi olimpici, arte, colori, seta, prostituzione, invenzione della stampa, geometria, tessitura, astrologia, navigazione, arte del vetro, enologia ecc. Il terzo libro, ad esempio, parla del vino. Polidoro Vergilio (1470 - 1555 ca.), urbinate di origine, fu grande erudito e letterato; incaricato da Alessandro VI di delicati compiti in Inghilterra, fu trattenuto da Enrico VII presso la sua Corte e rimase in Inghilterra fino al 1550 circa. Il "De Inventoribus" (Prima edizione a Parigi, 1499) fu opera scritta in soli tre mesi ed in origine consisteva di sette volumi, fino ad aumentare ad 8 nel 1521. Riscosse grande popolarirà per la vastità e la curiosità degli argomenti trattati ed è presto tradotta in francese (1521), tedesco (1537), Inglese (1546) spagnolo (1551),apparve per la prima volta a Venezia nel 1499, maquesta del Baldelli è stimata la miglior traduzione in volgare. Tutte le edizioni, però, eccetto quelle che seguono il testo sanzionato da Gregorio XIII nel 1576, furono messi all'indice dei libri proibiti. Buon esemplare.

FERGUSON, Histories of inventions, I, 24. GRAESSE VII, 284. HAYM I, 50.3. Razzolini, p. 272;Camerini “Annali Giunti di Firenze”, II, 142. Gamba, 1745: “rinomata traduzione” - Choix de Olschki, VI, 7942: “Bonne edition citée par la Crusca” - Wellcome, I, 6548.
€ 500