Gli Orang-Utan del mondo nuovo. Almanacco per l'anno 1800, in cui si riferiscono Le Metamorfosi vedute nel terminare del Secolo Decimottavo da Basilide L'Eremita

Torino, Morano, s.d. (1799),

in-12, (150 x 90 mm), pp. 24 di calendario per l'anno 1800, con fasi lunari in xilogr. ; pp. 56, (2) di reimprimatur. Legatura in carta decorata coeva (allentata, coperta con piccole mancanze). Inusuale edizione di questo almanacco che propone, con frontespizio e numerazione propri, la ristampa del primo libro (più l'incipit del secondo) dell'opera "Delle metamorfosi vedute da Basilide l'eremita sul terminare del secolo XVIII. Libri due.", attribuita a Giovanni Marchetti ( cfr. Melzi, v. 2 p. 193).  L'editore Morano, in nota a p. 49, dichiara: "L'Autore scrisse in Toscana, ed io ho copiata l'edizione, che è comparsa alla luce senza data. L'Editore", e potrebbe aver copiato l'edizione Livornese, oppure altra senza note, ma sempre 1799, delle Metamorfosi. Il testo originale è pressoché immutato, collocato nella diatriba accessasi con il Bolgeri dopo  che Roma fu occupata dai Francesi e fu instaurata la Repubblica Romana. E' possibile che, nel pubblicare solo il primo libro insieme con l'almanacco dell'anno, l'editore torinese avesse in mente di proporre un mero racconto fantasioso e divertente,  ma scevro dai fini polemici originali: in cui gli Urang-Utan sono i francesi, e gli esseri umani protagonisti delle metamorfosi, e trasformati in fantasiose creature come i Nuvoloni, i Pneummatici, i Gazzettieri, i Biscioni... altri non sono che i cittadini romani, dottori, avvocati, accademici ed anche religiosi, piegatisi ai Francesi. "Gli Ourang-Utan in quel tempo appunto si prendevano giuoco più bello del loro Mondo Nuovo, e di tutte le comparse, che vi facevano ballare", scrive l'autore nel capitoletto finale: Metamorfosi di ritorno alla Specie Umana.  Discreto esemplare di opera curiosa, introvabile in questa edizione. 

Melzi, v. 2 p. 193.

€ 350