ALBERTI, Leon Battista

L'Architettura, tradotta in lingua fiorentina da Cosimo Bartoli... con l'aggiunta dei disegni. (Segue, da p. 305:) La Pittura, tradotta per M. Lodovico Domenichi.

Nel Monteregale, appresso Lionardo Torrentino, nel mese di Agosto MDLXV (Mondovì, Torrentino, 1565), in-folio (mm.350x235), pp. 331, (21), buona legatura secentesca in piena pergamena rigida, titolo mss. in capitali lungo il dorso. Due tavole fuori testo inserite tra le pp. 216 e 217, altra tavola f.t. su doppio foglio tra le p. 240 e 241. Impresa tipografica dell'elefante al frontesp., al verso ritratto dell'Alberti in ovale, gran numero di grandi capilettera istoriati. Illustrato da numerose figure architettoniche silogr. n.t., di cui 38 a piena pagina. Seconda edizione della traduzione del Bartoli de ''La architettura'' e seconda edizione della traduzione del Domenichi de ''La pittura''. Prima edizione collettiva delle due opere. Celebre testo sull'architettura del Rinascimento, il De Re Aedificatoria fu divulgato nel 1452 e stampato in latino nel 1485 con prefazione del Poliziano e dedica a Lorenzo il Magnifico. La più importante opera teorica del grande architetto e umanista L.B.Alberti (1404-1472, nato probabilmente a Genova da genitori fiorentini), una delle personalità di più ricca formazione artistica e scientifico-culturale del Rinascimento. I primi tre libri dell'opera trattano della scelta del terreno, dei materiali e delle fondazioni; il IV e V dei vari tipi di edifici in rapporto alla loro pratica destinazione; il VI dell'estetica, il VII-IX dei templi, degli edifici pubblici e privati, il X e ultimo di idraulica. L'architettura dell'Alberti non si rivolge tanto ai tecnici, quanto al pubblico di educazione umanistica. Le silografie sono di grande bellezza e sicuramente ispirarono il Palladio per la sua edizione del 1570. Più rara dell'originale del 1550, questa edizione di Mondovì costituisce sicuramente uno dei volumi più importanti e rari stampati in Piemonte nel XVI secolo: nel 1562 il Duca Emanuele Filiberto incaricò il celebre editore Lorenzo Torrentino di stabilire una tipografia ducale in Piemonte; Lorenzo morì prima che il progetto potesse essere realizzato, ma il figlio Leonardo vi stampò una trentina di volumi sino al 1576. Ottimo esemplare, rarissimo completo delle tre tavv.f.t. (non presenti nell'ediz. fiorentina del 1550), con ampi margini (lievi aloni d'umido a due quarderni). Nel margine inferiore del titolo nota di possesso di monastero spagnolo ''Esta expurgado este libro...'' in effetti la metà superiore del f. q4 recto, che tratta dei sacrifici sull'altare, probabilmente coperta con carta, risulta ora censurata con 5 tratti di penna, ed arrossata a causa di residui di colla; ma perfettamente leggibile. Bersano Begey- Dondi, Cinquecentine piemontesi, vol.II, pp- 448-450, e n.1037. Fowler p.8. Gamba 1185. Cicognara 375.
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