L'areostato Montgolfier in Francia ed Andreani in Italia, ossia Rapporto della macchina ed esperienze dei signori Montgolfier in Versailles fatto all'Accademia delle Scienze da suoi Commissari e del sig. don Paolo Andreani in Moncucco secondo la maggiore sincerità e possibile disinteressamento

Milano, presso Giuseppe Galeazzi regio stampatore, 1784,

in-8 (mm 184x117), pp. (2 con titolo), 19, (1), 8, con 2 tavole f.t. raffiguranti il pallone di Montgonfier e quello dell'Andreani, legatura strettamente coeva in carta decorata con elementi floreali. La prima parte contiene un resoconto sulle esperienze francesi dei Montgonfier, la seconda la descrizione del volo fatto il 13 marzo da Andreani a Moncucco. Prima ed unica edizione della descrizione del primo volo su un pallone aerostatico realizzato in Italia. Dopo un paio di tentativi non riusciti, i primi esseri umani a volare in pallone in Italia furono infatti Paolo Andreani e i fratelli Carlo e Agostino Gerli, che si erano conosciuti all'inizio del 1783, quando questi riuscirono a far alzare una piccola mongolfiera vuota nei pressi di Porta Venezia. Il giovane conte commissionò a sue spese ai tre architetti Gerli (Giuseppe sarebbe rimasto a terra) la costruzione di una mongolfiera di circa 23 metri di diametro (33 braccia milanesi). Pochi furono coloro che assistettero il 25 febbraio al primo volo al di fuori della Francia ed il quarto in assoluto della storia, nel parco di Villa Andreani a Moncucco (Brugherio), attoniti all'evento, descritto da Agostino Gerli nei suoi Opuscoli pubblicati dal Bodoni: “Il piacere grande che da noi si provava nell'osservare la sottoposta terra, l'impressione che in noi faceva il dominare da quell'altezza uno sterminato continente, ne rese estatici e rapiti. Nessuno potrà mai, per parole, descrivere la delizia di un aereo viaggio. L'entusiasmo era tale che si continuava ad alimentare il fuoco, fino a rimanere senza combustibile. ... Non può essere stata se non estrema la contentezza. Vedemmo col fatto smentite le dicerie, gli schiamazzi di coloro che dicevano il nostro un sogno, una temerarietà” (pag. 17).

L'Andreani programmò per il 13 marzo un secondo volo, allestendo un palco ed invitando invano l'imperatore Giuseppe II, che ritenne sconveniente assistere al suicidio di un proprio suddito; a detta di Pietro Verri, incaricò il Conte di Wilzeck di corrompere i fratelli Gerli con una forte somma di denaro, perché non aiutassero l'imprudente conte nel volo. In ogni caso, davanti a una folla entusiasta, questa volta il pallone aerostatico raggiunse l'altezza di 1.200 metri, viaggiò verso est per cinque chilometri e atterrando dopo 25 minuti vicino a una cascina di Carugate.

Quattro giorni dopo, il 17 marzo l'imperatore Giuseppe II, sostenendo che "un volo la cui temerarietà può avere un fine tragico" non fosse "uno spettacolo degno di un virtuoso e benefico padre del suo popolo" promulgò una legge che vietava di innalzare palloni con fiamma libera in tutto il territorio del Lombardo-Veneto: è il primo atto di legislazione aeronautica della storia.

Rarissimo libretto, censito in sole due biblioteche pubbliche italiane e una straniera: Achille Bertarelli, Biblioteca Nazionale di Napoli e Académie des sciences (Francia). L'esemplare francese ha due tavole f.t. come il presente; da un controllo con la Bettarelli è emerso che anche il loro esemplare ha 2 tavole, mentre l'esemplare della Nazionale di Napoli è descritto con tre probabilmente per errore del catalogatore essendo inserito in un volume miscellaneo. Ottimo esemplare estremamente fresco (piccola macchietta alle pp. 7-14)

Caproni Bettarelli p. 21. Boffito pp. 3-5.

€ 3.300