PANTERA, Pantero

L'ARMATA NAVALE del capitan P. Pantera gentil'huomo comasco... Divisa in doi libri.

Ne i quali si ragiona del modo che si ha a tenere per formare, ordinare e conservare un'armata maritima. Con molti avvertimenti necessari alla navigatine, & alla battaglia. Con un vocabulario, nel quale si dichiarano i nomi, & le voci marinaresche. Roma, Egidio Spada, 1614, in-4, ff. (16), pp.408, ff.(28), arma araldica inc. sul titolo di Francesco di Castro dedicatario dell'opera, varie grandi iniziali silografiche istoriate, impresa dello stampatore in fine. Legatura coeva in p.pelle zigrinata, dorso a nervi con titolo e fregi oro. Prima e unica edizione del più esteso trattato antico di arte navale militare, dove si "ragiona del modo che si ha a tenere per formare, ordinare e conservare un'armata maritima. Con molti avvertimenti necessari alla navigatione, & alla battaglia".. Pantero Pantera (Como 1568-1626), fu capitano della flotta pontificia e scrisse a bordo della sua nave "Santa Lucia" una "Idrografia nautica del Mediterraneo" e questo testo, fondamentale per le marinerie europee fino all'inizio dell'Ottocento; Nelle 56 pagine finali un vasto indice delle materie precede il vocabolario nautico. Massimo trattatista di tattica navale, Nel 1617 tornò a Como e costruì una villa a Blevio, oggi perduta. Molte sono le informazioni pratiche e curiose sulla vita di bordo: "I rematori hanno per vitto trenta once di biscotto ogni giorno e una minestra di fave alternativa, cioè un giorno sì e un giorno no. L'olio per condirla non si dà quando si naviga perché non aggravi la ciurma che deve essere agilissima e più atta alla fatica. Hanno diritto alla carne e al vino soltanto quattro volte all'anno". Bell'esemplare. Riccardi, Bibl. Matematica, VII, 66-67. B.M:C. XVII c., 653.
€ 6.500