VALVASONE, Erasmo, da

La caccia.

Ricorretta & di molte stanze ampliata, con le annotationi di M. Olimpo Marcucci. Venetia, Franc. Bolzetta, 1602, in-8 picc., ff. (4), 167, leg. antica p. perg., tit. ms. al dorso, tagli marmorizzati. Titolo inciso entro bordura con motivi allegorici, testatine e grandi iniz. silogr., nitido car. corsivo. Nei ff. prelim. dedica dello stampatore: ''all'Illustriss. Signor Conte Massimiliano Conte di Collalto et di S. Salvadore'', datata: ''Di Padova alli XII di Maggio M.DCII''. Con 5 belle incisioni in rame n.t. a p.pag. raffiguranti movimentate scene di caccia. Terza edizione di questo classico della letteratura venatoria italiana. Rispetto a quella apparsa nel 1591, in quest'ediz. il poema fu aumentato da 863 a 959 ottave, una in più rispetto all'edizione del 1593. «Nel primo canto si fa la lode della caccia e si descrivono le varie razze di cani e il loro allevamento; nel secondo sono descritti i cani che erano chiamati bracchi; nel terzo le stagioni e i luoghi migliori per la caccia; nel quarto come si combattano e si vincano le fiere; nel quinto gli uccelli rapaci usati per la caccia, la loro cura e il modo di usarli» (Ceresoli). Il friulano Erasmo da Valvasone (1523-1593) tradusse in rima Stazio, Sofocle ed altri autori antichi e, oltre il presente, compose altri due poemi: ''L'Angeleida'', cui attinse poi Milton, e ''Le lacrime di Maria Maddalena''. Buon esempl. con lievi aloni nei margini all'inizio e in fine del volume. Ceresoli, p. 541-542: «Terza edizione, la prima che abbia le tavv. (identiche a quelle delle precedenti) incise in rame. Souhart, 477.
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