DANTE

La Divina Commedia di Dante, con gli argomenti, et allegorie per ogni canto.

Venezia, Niccolò Misserini, 1629,

in-12 (mm 95x50), pp. (6), 510, (24); numerose inversioni nella fascicolazione dovute ad errori in fase di rilegatura, ma assolutamente completo. Carattere corsivo, titolo entro struttura architettonica con ritratto di Dante. Bella legatura coeva in piena pelle, piatti decorati da filetti e fregi dorati, dorso a nervi con titolo e raffinati decori, tagli dorati (cerniere e piede con restauri). Terza ed ultima edizione della Commedia stampata nel XVII secolo che ricorda, nel formato, quella in ventiquattresimo lungo del Paganino, e che riprende il testo dell'edizione del 1613, riveduto da Angelo Cantini. A differenza delle due edizioni dello stesso secolo che la precedettero in questa viene ripristinato il titolo originale dell'opera e viene reintrodotta la Vita di Dante di Lodovico Dolce. Essa fu giudicata dal Witte (Prolegomeni critici all'edizione 1862, p. XXIII) «la più accurata delle edizioni pubblicate nel Seicento». Soltanto tre impressioni della Commedia furono pubblicate nel Seicento (le altre uscirono a Vicenza nel 1613 ed a Venezia nel 1629). Questo incredibile oblio è chiaro testimone della tendenza regressiva della fortuna dell'opera dantesca, nonché del decadimento culturale dell'Italia secentesca. Il titolo di ''Visione'' delle altre due povere edizioncine in luogo di ''Divina Commedia'', intendeva significare ''il complesso delle cose da lui vedute nel mistico suo viaggio'' (Scartazzini, Enciclopedia Dantesca, II, 2154). 

De Batines I, p. 102; Mambelli, n. 55
€ 4.000