PETRARCA, Francesco

Le Cose Volgari di Messer Francesco Petrarca.

(In fine:) In Vinegia, nelle case d'Aldo Romano, nel anno MDI del mese di Luglio.. (Venezia, Aldo Manuzio, Luglio 1501),

in-8, ff.nn. 192, (segnature a-y8, z4, A8, B4; z4 e A8 bianchi. Completo di 7 ff. di indice e di 4 ff. di errata), leg. 800esca in pergamena. Il testo, che fu curato dal giovane Pietro Bembo da un manoscritto presunto autografo del Poeta, è diviso in: "Sonetti e Canzoni in vita di Madonna Laura" (verso del frontesp.), "In morte di Madonna Laura" (verso f. n3), cioè "Il Canzoniere" e "Triomphi" (v. f. s5). In fine ampio indice di ogni singola composizione. Prima edizione aldina e primo libro in italiano impresso nel carattere corsivo aldino intagliato da Francesco da Bologna, utilizzato solo tre mesi prima per il mitico Virgilio. Ideato e fortemente voluto da Aldo, l'italico rivoluzionò l'arte tipografica, e fu tra le cause principali della diffusione dei libri e della cultura nell'Europa cinquecentesca, favorendo la stampa dei piccoli formati. Qualche tempo dopo la pubblicazione del volume, Aldo si sentì in dovere di rispondere alle critiche sulla correttezza del volume, stampando 4 fogli con segnatura B, nei quali ammise e corresse i pochi errori commessi, non senza una certa vena ironica e polemica. Annuncia tra l'altro ai lettori: «aspettate in brieve un Dante non men corretto che sia il Petrarcha: anzi tanto piu anchora da dovervi esser caro». Questi 4 importanti fogli furono aggiunti solo agli esemplari non ancora posti in vendita, e quindi sono presenti in poche copie. Il foglio a2 (inizio del Canzoniere) è decorato da miniatura di mano contemporanea con una lettera iniziale su tre righe in rosso e blu, un fregio lineare su due lati in rosso e nero, le armi del primo possessore non identificate (una banda azzurro-oro in uno scudo su sfondo rosso, entro cerchio dorato).

Il testo dell'edizione aldina fu curato dal giovane Pietro Bembo sulla base di un presunto autografo del poeta. Così è scritto nella sottoscrizione finale e così è ribadito nell'avviso ai lettori. In realtà Aldo Manuzio si servì del codice Vaticano lat. 3197 di mano dello stesso Bembo, fondato per il Canzoniere su due codici antichi ed autorevoli, prima di essere completato con la trascrizione degli ultimi componimenti direttamente dall'autografo del Petrarca (l'attuale Vaticano lat. 3195) e poi collazionato integralmente su di esso. Pietro Bembo conobbe Aldo Manuzio tramite il protettore di quest'ultimo, Alberto Pio da Carpi, e aderì immediatamente al suo programma editoriale, apportandovi idee innovative. Nel giro di due anni, tra il 1501 e il 1502, Manuzio cominciò a lanciare le stampe in carattere corsivo e formato tascabile di testi essenziali per ogni persona colta: prima Virgilio e Orazio, quindi Petrarca e Dante.

Bell'esemplare, fresco e marginoso, di affascinante edizione di grande importanza filologica e tipografica e di insigne rarità, di uno dei capolavori della letteratura italiana e mondiale di ogni epoca (solo i primi otto fogli presentano arrossature della carta).

RENOUARD n.5. MARSAND p.23-25: “Celeberrima e prima edizione del Canzoniere ...fatta spra un manoscritto autografo posseduro da Bembo...”. HORTIS n.24. UCLA , n.35. ADAMS P-787. BMSTC 503. ZAMBRINI COL. 771. FIRMIN DIDOT, ALDE MANUCE p.169-173. Laurenziana 47.
€ 20.000