(SPIRITO, Lorenzo)

Libro de la Ventura.

Manoscritto figurato su carta, XVIII secolo, mm 385x270; pp. 76 (1-48, 56, numerate 74, la prima e l'ultima n.n.); la disposizione del testo varia da una a tre colonne; le pp.1-47 e 75 prevedono una cornice formata da un doppio listello in inchiostro bruno; rigatura a secco; cartulazione contestuale al codice in alto centrata. Legatura settecentesca in pelle spruzzata con bordura vegetale impressa in oro ai piatti e filetti oro al dorso. Il codice, vergato in bella grafia posata, tramanda una delle rare attestazioni del Libro di Ventura, "gioco" di divinazione, nel quale, attraverso una serie di tavole preliminari e col lancio di tre dadi, si viene invitati ad una terzina responsiva, pronunciata da altrettanti "profeti", di uno dei venti capitoli che chiudono l'opera. Sebbene al f. 1r si dichiari anonimo l'autore del componimento, puntuali confronti del testo di Lorenzo Spirito hanno permesso di identificare la fonte testuale tramandata dal codice. Il Libro de la Ventura maggiormente noto e diffuso venne composto da Lorenzo Gualtieri (noto come Lorenzo Spirito, Perugia ca. 1425-1496), entro il 1482, data anche dell'editio princeps. Capostipite di un genere che avrebbe goduto di una certa diffusione anche nel secolo seguente e più volte stampato, anche in traduzioni, fino al ‘600, l'opera è in realtà rarissima a trovarsi tanto manoscritta che a stampa. Posta all'indice dal Concilio di Trento e prettamente di diffusione popolare, dunque soggetta a minor cura di conservazione, delle varie edizioni a stampa dell'opera si conoscono pochissimi esemplari sopravvissuti. Il codice è riccamente illustrato: a p. 2 compare la Ruota della Ventura, primo foglio da consultare quando si vuole interrogare il Libro, infatti agli estremi delle varie parti sono posti i quesiti in base ai quali il Libro può dare delle risposte (se la vita sarà felice o meno, sull'amore, sulla fedeltà del proprio consorte, se è positivo costruire qualcosa, intraprendere un viaggio...), in base al quesito scelto si deve andare ad uno dei re (pp. 3-7) che rinviano a loro volta ad un "segno" e ad una tavola dei dadi. Alle pp. 8-27 sono raffigurate le varie combinazioni possibili al gioco dei dadi con l'indicazione della sfera a cui andare. In base al risultato numerico bisogna consultare le Sfere raffigurate alle pp. 28-47: ogni quadrante della sfera corrisponde ad un numero ed al nome di un Profeta (pp. 48-74) e di conseguenza al responso al proprio quesito. Lo stile popolare delle raffigurazioni rende difficile collocare sia cronologicamente che geograficamente l'esecuzione del codice, per quanto sia ipotizzabile una sua realizzazione a cavallo tra XVII e XVIII secolo; l'apparato illustrativo inoltre si caratterizza per una particolare attenzione ai soggetti religiosi (spesso inseriti a fondo pagina come riempitivo).
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