LATINI, Antonio

Lo scalco alla moderna overo l'arte di ben disporre li conviti...

Parte Prima in cui si tratta delle vivande di grasso. In Nap.(oli), nella nuova Stampa delli Socii Dom. Ant. Parrino e Michele Luigi Mutii, 1692, Parte Prima in cui si tratta delle vivande di grasso. In Nap.(oli), nella nuova Stampa delli Socii Dom. Ant. Parrino e Michele Luigi Mutii, 1692, in-4, ff. (6), pp. 606, ff. (5 di Indice), legatura coeva in pergamena, titolo manoscritto al dorso. Con bellissimo antiporta raffigurante vari animali vivi (mucca, maiale, tacchino, quaglia...) su piatti da portata disposti a piramide e circondati da un albero di vite; un ritratto dell'autore firmato da ''Franc.co de Grado'' (attestato dal Piantanida) e un altro (attestato nell'esemplare della Wellcome e della Biblioteca Napoletana di storia patria) raffigurante il Latini a 45 anni; 2 tavole ripiegate f.t. (una con illustrati i vari modi di tagliare la frutta; l'altra un tavolo scenograficamente imbandito). Edizione originale della prima parte (la seconda apparve due anni più tardi) di quella che è ritenuta «la summa di tutta la letteratura precedente, dagli esordi della gastronomia umanistica ai trattati maggiori dell'età rinascimentale» (E. Faccioli). L'a. fornisce ragguagli sull'organizzazione della cucina e sulla preparazione dei banchetti da lui allestiti a Roma, Napoli, Loreto, Albano, Pozzuoli, Posillipo, Torre del Greco e dintorni. Contiene nozioni su come imbandire le tavole e realizzare i trionfi; numerose ricette di arrosti, bolliti, stufati, fritti, brodi, minestre, pasticci, pizze, salse, aceti profumati, conserve. Ma soprattutto contiene la ricetta della «salsa di pomodoro alla spagnuola» (p. 444), con cipolla, timo, «peparolo», sale, olio e aceto. Non è solo la prima ricetta pubblicata di una preparazione a base di pomodoro, ma quella di un sugo che, «con qualche aggiustamento» – scrivono Alberto Capatti e Massimo Montanari – «sarà destinato a grande avvenire nella cucina italiana e nell'industria conserviera». Latini è pioniere anche nell'impiego di un altro ortaggio giunto dal Nuovo Mondo, il peperone, che utilizza per insaporire alcune salse. L'a. ebbe vita avventurosa e nota grazie ad un manoscritto recentemente ritrovato: ebbe umili origini ma seppe guadagnarsi notevole fortuna tanto da divenire scalco presso diverse corti (a Roma da Antonio Barberini, Macerata, Mirandola e Faenza per concludere la carriera a Napoli presso Esteban Carillo Salsedo). Ottimo esemplare con usuali lievi arrossature, Westbury 129 (erra nella paginazione e parla di ritratto e 3 tavole). B.I.N.G. 1103 (erra perché considera prima edizione quella del 1693). Vicaire 491. Vinciana 140. Wellcome p. 155 con ritratto a 45 anni come nel nostro esemplare.
€ 8.000