TOMAI, Pietro

Phoenix seu de artificiosa memoria.

Venice, Bernardinus De Choris da Cremona, 10 January 1491 [but Bologna, Balzerius De Balzeriis, about 1492].

In-4° (mm 200x140). Segnatura: a-d4. 16 carte. Carattere: 108R. Testo su 28 linee. Spazi capitali. Legatura in cartonato coevo, al piatto anteriore lettera ‘R' manoscritta. Esemplare in buono stato di conservazione, qualche lieve alone, porzione superiore del lato esterno lacunosa con conseguente perdita di parte di alcune note marginali. Antichi marginalia manoscritti in latino e greco, sottolineature nel testo, un piccolo disegno di figura maschile sul margine interno del recto della carta c2.Rara contraffazione bolognese della prima edizione veneziana, pubblicata da Bernardino De Choris da Cremona nel 1491, del celebre trattato sulla memoria artificiale di Pietro Tomai, noto come Pietro da Ravenna. Come la maggior parte delle contraffazioni di questo genere, la riedizione del De Balzeriis seguì molto presumibilmente il suo archetipo di un breve lasso di tempo, riproducendone esattamente il contenuto delle carte e il colophon, dove il De Choris viene definito ‘impressor delectus', autorizzato cioè a stampare l'opera dall'autore stesso.Il privilegio concesso dalla Repubblica Veneziana a Pietro da Ravenna rappresenta uno dei più antichi documenti di questo genere, di poco posteriore al primo a noi noto, datato 1469; esso venne concesso all'autore al fine «di vendere per sé e far stampare e vendere da un editore di sua scelta l'opera intitolata Phoenix, e quindi proibì a chiunque di far commercio di tale opera sub poena amitendi illa et in super libro viginticinque pro quolibet volumine» (Von Pütter, Beiträge zum deutschen Staats und Fürstenrecht, Göttingen 1792, i, p.251).Superbo mnemonista, Pietro si distinse già durante gli anni universitari trascorsi nell'ateneo padovano, dove, poco meno che ventenne venne celebrato per aver recitato a memoria l'intero codice di diritto civile e addirittura abbracciato da Michele da Milano dopo aver ricordato i nomi dei cinquecentoquarantacinque sostenitori dell'immortalità dell'anima cui aveva fatto riferimento durante una sua lunga orazione.La precettistica sull'ars memorativa contenuta nel Phoenix si basa sul metodo già formulato da Cicerone e adottato da Quintiliano, fondato sulla dottrina dei luoghi e delle immagini, che proponeva l'associazione dei concetti da ricordare a vivide immagini, spesso personificate nel trattato del ravennate da bellissime fanciulle. Dall'opera, costituita da dodice regole, emerge un nuovo modo di guardare le immagini, un'attenta desamina di esse in grado di coagulare una concezione in rappresantazione sensibile, rapidamente memorizzabile.

Pur riallacciandosi all'arte della memoria classica, Pietro sottolinea l'importanza delle lettere, dei numeri e delle esperienze personali ai fini di sollecitare la capacità mnemonica; queste sue moderne teorie riscossero un vasto successo, come attestano le numerose impressioni italiane e tedesche della Phoenix, tradotta anche in inglese da Robert Copland e pubblicata a Londra nel 1548 con il titolo The Art of Memory, that otherwise is called the Phoenix. La lettura di queste teorie sulla tecnica della memoria artificiale influenzò notevolmente i filosofi successivi, in particolare Giordano Bruno (1548-1600), che in un passo della Explicatio triginta sigillorum, pubblicato a Londra nel 1583, elaborando trenta diversi espedienti per la memoria, esplicita il proprio debito nei confronti del trattato del giurista ravannate, le cui potenzialità gli vennero offerte «ancora fanciullo», rendendo possibile la stesura del celebre De Umbris Idearum.

4° (mm 200x140). 16 leaves. Type: 108R . Text on 28 lines Capital spaces. Contemporary paper boards, on the first board manuscript letter ‘R'. Good copy, some light stains, lack of paper at the external upper margin with loss of some manuscript notes. Ancient manuscript marginalia written in Greek and in Latin, manuscript underscores, a small drawing showing a masculine figure on the inner margin of l. c2 r . Very rare edition printed at Bologna - which is a counterfeit of the first true Venetian edition published by Bernardinus De Choris from Cremona in 1491 - of the famous treatise about the art of memory written by Petrus Tomasi, also known as Petrus Ravennas. The reading of these theories about mnemotechnics considerably influ- enced the following philosophers, in particular Giordano Bruno, who explicitly recognizes his debt to the jurist of Ravenna.

Goff P, 532; R 707; Klebs 977.2; Pell Ms 9362 (9190); CIBN P-268; Hillard 1590; IGI 7667; Walsh 3194; Bod-inc P-236; Sheppard 5368; Pr 7420; BMC vii, 1151; Giordano Bruno 1548-1600. Mostra storico documentaria. Roma, Biblioteca Casanatense 7 giugno-30 settembre 2000. Città di Castello, Leo S. Olschki Editore, 2000, pp. 23-24, 26.
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