CAVALCA, Domenico

Pungi Lingua. Incomincia il bellissimo et utile tractato contra il peccato della lingua...

(Firenze): "Finit per Nicholaum Florentie" (Niccolò Laurenti Alemanus), s.d. (1466-1477),

in-4 (284x185 mm), 117 ff. (su 118, ultimo bianco mancante), carattere romano, legatura in pelle del XIX secolo, cornice oro con fiori e drappeggio ai piatti, dorso con titolo e ricchi motivi vegetali sempre in oro. Rara terza edizione (dopo Roma 1472 e Milano 1475) della più vivace delle operette cavalchiane, la più ricca di aneddoti esempalri, miracoli, di proverbi e di altri materiali folclorici. Il trattato vuol mettere in guardia dai vizi che nascono dal cattivo uso della lingua. Precedono alcune considerazioni sulla nobiltà e l'utilità del linguaggio (quasi un abbozzo dei Frutti della Lingua), poi si passano ordinatamente in rassegna i peccati che l'uomo commette parlando (la bestemmia, la moralizzazione, lo spergiuro, la menzogna...). I bersagli più insistentemente colpiti sono i giullari, le mezzane disposte, le donne fatue, gli incantatori, i negromanti. In Cavalca, come in tutti i maggiori predicatori domenicani del primo Trecento, vi è una vivissima preoccupazione per il diffondersi di nuovi movimenti ereticali, in particolare quello degli "apostoli", seguaci di Gherardo Segarelli. Esemplare ad ampi margini (macchia d'umido al foglio, alcune fioriture n.t.) di illustre provenienza (note di Martini ed ex libris di Olschki, Colombi).

Gamba 308. BMC VI, 626. DBIt XII, 577-586. Goff C 338. IGI 2633.
€ 9.000