Carducci , Giosuè

Rime.

San Miniato, Tipografia Ristori, 1857

in-16, (152x106), pp. (8), 93, (3), straordinario esemplare ad personam n. xxv per Atto Vannucci, in brossura color mattone chiaro: inquadrata, come quella usuale su carta verzolina, da bordura che contiene titolo, dati tipografici e prezzo e indirizzo alla copertina posteriore. Prima edizione dell'opera prima del Carducci, composta negli anni del suo insegnamento presso il Ginnasio di San Miniato al Tedesco. In questa fase il poeta si inserì nella polemica a favore e contro Manzoniani, fondando con gli amici Chiarini, Gargani e Tozzetti la Società degli Amici Pedanti, dedicata alla difesa del classicismo e ai suoi esponenti italiani. Di questi ideali è portatrice la sua opera prima, dedicata non a caso a Giacomo Leopardi e a Pietro Giordani, “alla memoria di voi grandissimi io piccolissimo” Questa rara edizione si compone 25 sonetti e 13 canti e venne tirata in 520 esemplari a spese dell'autore, il quale manifestava al Chiarini non tanto la preoccupazione di non riuscire a estinguere i debiti passati, ma di garantirsi almeno il pagamento dei costi della stampa. Destinati alla vendita furono 500 esemplari non numerati su carta comune, mentre alcuni dei 20 numerati ad personam in carta distinta furono forse destinati ai dedicatari di Sonetti e Canti contenuti nelle Rime (tralasciando i defunti Metastasio, Goldoni, Parini, Alfieri, Monti e Dante): Chiarini, Tribolati, Niccolini, Mamiani della Rovere (n. VI), Targioni Tozzetti, Partenio e Pazzi tra i viventi. Non esistendo un censimento, è però noto che alcuni andarono a Gusalli, Paolina Leopardi, Barsottini, e Tommaseo. Il n. XIX, stampato “alla cara fanciulla Elvira Menicucci”, la quale divenne moglie del Carducci nel 1859, è l'unico censito che conservi le copertine mattone, mentre il n. VI, anch'esso presso la Casa Carducci, ne è privo. E' probabile che le dediche necessarie fossero superiori alle XX copie nominative previste su carta distinta e il poeta ne commissionò almeno altre 5 ad personam su carta normale, sempre con brossura mattone, delle quali non si trova menzione in alcun repertorio letterario o bibliografico. Esemplare eccezionale in quanto presenta la brossura originale di colore mattone anziché verzolina e al verso del primo foglio (bianco negli esemplari normali) reca la numerazione e la dedica a stampa: “n. xxv ad Atto Vannucci”. Al di sotto di questa giustificazione della tiratura venne apposta la firma autografa del poeta su un tassello cartaceo. Atto Vannucci fu storico e filologo (1810-1883) insegnò a Prato e dal 1859 diresse la Biblioteca Magliabechiana di Firenze. La sua opera maggiore è la Storia d'Italia dall'origine di Roma all'invasione dei Longobardi (1861). Non si sono riscontrati altri esemplari come il presente, con numerazione superiore al XX: allo stato attuale risulta dunque un unicum. In ottimo stato (piccola mancanza al margine esterno della brossura posteriore), comprende un ritratto fotografico di Carducci all'albumina (cm 11x6) realizzato proprio nel 1857 presso lo studio fiorentino Hauptmann e C.

Parenti, Rarità, II p. 58 («rarissima»); Barbieri, Le editiones principes delle poesie di G. C.
€ 6.800