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SONGES DROLATIQUES ALLEMANDS

26 tavole (mm 108-121x77-90), ognuna con un margine da 4 a 9 mm. Sono numerate in basso i-xxvi, mentre l'unica tavola in cui compaia una sorta di firma è la n. xii, che riporta un monogramma non identificato SBR in controparte. Ottime impressioni dei rami.

Serie di eccezionale rarità di incisioni di ambito tedesco, di cui 12 riprendono chiaramente le silografie dei Songes drolatiques, ma il rame ha consentito un risultato più raffinato e definito rispetto ai più rozzi legni pubblicati da Desprez; mentre le prime 14, pur ispirate allo stesso modello, sono di concezione originale.

Oltre al presente si conoscono soltanto altri due esemplari in raccolte pubbliche; tutti e tre sono in stati differenti.

Il primo stato presso la BnF (Reserve Tf-1-Fold, pièces facétieuses et bouffonnes), privo di numerazione, si compone di 16 fogli in orizzontale: un foglio di titolo a stampa (eliminato nel II e III stato), una tavola, l'unica che costituisca una vera e propria scena e quindi indivisibile (fu eliminata nel II e III stato), 16 figure incise due a due su 8 lastre di circa 210 x 90 mm ancora indivise (2 delle 16 figure non figurano nel II stato, mentre 3 mancano nel III stato) e 12 figure incise su 12 lastre impresse su 6 fogli (tutte comprese nel II e III stato).

Il nostro esemplare costituisce il secondo stato, componendosi di 26 fogli in verticale con 26 figure numerate, con tutte le lastre divise in due come le ultime 12 di BnF e tutte le 25 di Wolfegg.

Il terzo stato, con l'aggiunta in alto di un testo moraleggiante in tedesco, presso la Fürstlich zu Waldburg-Wolfegg'sche Kunstsammlungen si compone di 25 fogli (n. i-ii , iv-xxvi), mancando della figura numerata III nel nostro esemplare. Non sono censite altre copie.

In Die ornamental Groteske, Warncke attribuisce le lastre all'incisore Dominicus Custos, un fiammingo di Antwerp stabilitosi a Augusta, nel 1590 (R. van Bastelaer e G. Hulin de Loo, Peter Bruegel, Bruxelles 1907, vol. I, p. 122, nota 1) il quale sicuramente ne pagò la pubblicazione, come si evince dal frontespizio del primo stato (BnF): “Imprimé en Auguste Vindelicorum, par Jean Pretoir, en depens de Dominique Custodis. m.d.xcvii. Malgrado il titolo in francese faccia espressamente riferimento a Rabelais: Les songes drôlatiques de Pantagruel, où sont contenues plusieurs figures de l'invention de maître Rabelais et dernière d'iceluy, pour la récréation des bon esprits”, soltanto 12 dei rami riprendono fedelmente le silografie dei Songes pubblicate da Desprez nel 1565 alle pagine E4r, C4v, D4v, A4v, B7v, C5r, B8r, D8v, C7v, C83, A5r e D5r. Nemmeno le 3 figure presenti soltanto nella copia di primo stato derivano dall'ed.1565; e, per le loro misure ─ due assai piccole ed una di formato doppio, così come il foglio orizzontale del titolo ─ non sarebbero state adatte al formato verticale delle tavole del nostro esemplare.

Le straordinarie incisioni rappresentano una serie di figure grottesche, con riferimenti a Bosch o Bruegel. Alle bizzarre fisionomie si aggiungono inusuali costumi. Si tratta di creature ibride, ricoperte di armi o utensili, di religiosi armati, o ancora di figure antropomorfe unite a pesci, rospi, scimmie e uccelli che vanno in guerra con spade, trombe, bandiere e tamburi. Seppur realizzate in un ambito culturale ed artistico completamente diverso, si ricollegano al Compendio dell'Armi de Caramogi che Antonio Francesco Lucini pubblicò nel 1627: 25 scene caricaturali con uno o due goffi personaggi che per lo più combattono fra loro maneggiando vari tipi di armi bianche.

Cfr. Jacqueline Van Gent, Governing Masculinities in the Early Modern Period. (2011): The Songes, then, seems to have reinvented a tradition normally used to represent gluttony to instead represent lust, which is the central male failing satirized in the Songes. One of the most useful ways to explore the particularity of The Songes Drolatiques imagery is to compare it with new, updated editions that appeared in Germany at the end of the sixteenth century and beyond ... This seems to have been given an increasing visual counterpart in German versions of the Songes. One, published in Ausburg in 1598, differs in important respects from the French publication. The text in the German Songes is by an anonymous author, and the images were most likely prepared by the artist Dominicus Custos. This edition is much shorter, containing only 26 plates, newly created and in many respects iconographically different from the 1565 French version ... albeit often in obscure terms - the meaning of the depicted figure. Half the images are directly copied from the French edition and depict some of the least fantastic creatures in the series, although the bird-like soldier with a lighted wick on his erect penis does appear in this sequence. The remainder comprise bizarre new creatures, made up of more elaborate inanimate elements combined with human-animal hybrids, the whole often reminiscent of carnival floats (carro carnevalesco). In one image, a large glutton with a jug is transported on a cart by a dwarf-like, grinning companion...”. Riferendosi l'autrice all'esemplare di Wolfegg, aggiunge: In another departure from the earlier publication, each image is accompanied by a short verse ... The accompanying moralizing text censoriously discusses drink and hunting, piously remining the reader that man is dependent on God's aid.”.

Cfr. Warncke Die ornamental Groteske (1979), I, pp. 71-4, and plates 628-52.

Cfr. Baltrusaitis, Réveil et prodiges. Le gothique fantastique (1960) - Risvegli e prodigi (Adelphi, 1999): “Si tratta dei Songes parigini e della serie del 1598 - qui detta il Pantagruele Germanico - nel capitolo dedicato ai cicli visionari, in part. alle pp. 348-351”.

Per i Songes drolatiques pubblicati da Desprez, cfr. Brun pp. 60, 295; Mortimer, French 499; Plan p. 243; Rawles & Screech 113

  1. Porcher, L'auteur des Songes drôlatiques de Pantagruel, in Mélanges offert à A. Lanfranc, Paris 1936, pp. 229 e 232; idem, Les songes drôlatiques de P. et l'imagenerie en Frane au XVIe siècle.

26 plates (mm 108-121x90-77), each with a 4-9 mm margin, numbered in the lower margin i-xxvi, one with un unidentified monogram SBR on plate xii. Good impressions, very fresh.

A hardly known suite of German engravings inspired to Rabelais. They are titled as the Songes drolatiques allemands, according to the expression used by Jurgis Baltrusaitis. Of the 26 plates, twelve are inspired by the woodcuts on leaves E4r, C4v, D4v, A4v, B7v, C5r, B8r, D8v, C7v, C83, A5r and D5r of the Songes de Desprez. The etchings are more refined if compared with the simple xylographs; instead fourteen plates (n. I-XIV) are totally original. These new plates show multiple combinations of fantastic elements, the influence of themes of the so-called 'world upside down' (die verkehrte Welt), as well as of the iconographic tradition of Schnacken (dragonflies).

Only two other copies are censed, and both are in different state.

- BnF (Reserve Tf-1-Fold, pièces facétieuses et bouffonnes). A first state, unnumbered and including 16 plates: a printed title-page, (not in the II and III state); a complete hunting scene, the only one horizontal (not in the II and III state); 16 figures engraved on 8 plates about ca. 210 x 90 mm undivided (2 on the 16 figures not included in the II state, 3 in the third). And 12 figures on single plates on 6 leaves (all included in the II and III stato).

- Our copy: the second state, 26 fogli vertical leaves from 26 plates as the last 26 of Paris and the 25 of Wolfegg.

€ 115.000