PALAZZESCHI, Aldo

Piramide.

Piramide. "Firenze, 1913-1914" (ma 1943): si tratta del manoscritto autografo integrale, che servì per l'edizione compresa nei "Romanzi Straordinari" editi da Vallecchi nel 1943,

in 4 (173x129 mm); ff. 274 numerati in alto a destra. Manoscritto autografo su carta, in inchiostro blu scuro, fittamente vergato con testo solo sul recto delle carte e numerose correzioni autografe. Fogli sciolti, senza legatura, conservati entro astuccio con dicitura "Manoscritto 1913-1914".

Importantissimo originale integrale del grande scrittore fiorentino (1885-1974). La Piramide, il suo terzo romanzo, esce a Firenze per i tipi Vallecchi nel giugno del 1926, con il sottotitolo "Scherzo di cattivo genere e fuor di luogo". Generalmente la critica lo ritiene composto tra 1912 e 1914, alla fine del presente manoscritto compare infatti la data "Firenze, 1913-1914". La vicenda editoriale fu molto sofferta: della prima stesura si conservano 5 manoscritti autografi, s.d. ma coevi per grafia e ortografia, formato, filigrana e tipo di carta. Tutti e 5 rappresentano uno stadio che precede la stampa del 1926 ma nessuna è la redazione passata in tipografia (I Manoscritti di Aldo Palazzeschi, 2009, pp. 4-5).

Nel 1943 il testo viene riproposto nei "Romanzi straordinari" e dalle lettere si sa che invia all'editore Vallecchi una nuova redazione manoscritta. Pur non cambiando né la struttura né la distribuzione della materia, sopprime il sottotitolo, introduce una fittissima ragnatela di varianti soprattutto nei capitoli "A tre" e "A due", ma l'ultima parte in alcuni esemplari è titolata"A uno" mentre nel nostro manoscritto è ancora "A solo". Fabbraro, La tradizione di P., 2007: “è un libro di estremistiche e solipsistiche prose lacerbiane, una lunga “spazzatura” in tre movimenti, piena di scetticismo e di stoico sprezzo per l'esistenza. A tre, A due e A solo, infatti, non costituiscono nella loro gradatio un concreto itinerario verso la solitudine, ma una mimetizzata peripezia interiore dentro la solitudine medesima.”

Infine la Piramide viene ancora rivista per essere reinserita nelle "Opere Giovanili" del dicembre del 1958 con "una infinità di piccole, quasi inavvertibili correzioni, anzi addirittura innavertibili per chi non sia del mestiere..." (Tutti i Romanzi, I, p. 1536). Il presente sarebbe l'unico manoscritto noto e sopravvissuto della seconda edizione del 1943, quella che comportò una maggiore e radicale revisione lessicale del testo (per un'analisi attenta delle varianti etimologiche, grammaticali e lessicali si veda Tutti i Romanzi; I, pp. 1152-1562) come studiato da Tellini (I Manoscritti di A.Palazzeschi, Roma 2009) Palazzeschi per ciascun componimento redigeva parecchie prove autografe in genere su tre diversi supporti cartacei: il primo su carta quadrettata di cm 21,4x13,6 provenienti da un taccuino, il secondo su carta bianca 22x26 e infine carta bianca 24,2x16,5. "Il supporto cartaceo non può essere valutato a prescindere dal contenuto. Infatti si può notare, in caso di opere tramandate da testimoni multipli, l'abbandono del taccuino quadrettato per una carta bianca di maggiori qualità e dimensioni, a sancire il passaggio da una fase ritenuta dall'autore preparatoria, ad una successiva, probabilmente non ancora avvertita come conclusiva, ma in cui il testo ha assunto una struttura pressoché definitiva. Spesso le ultime redazioni sono vergate su carta di ancora maggiori dimensioni, e con intendimenti, perlomeno nelle carte iniziali fortemente calligrafici..." (pp. XX-XXI). Seguendo il Tellini l'ultima fase manoscritta, quella tramandata appunto dal presente testimone, è quella più rara ed importante da reperire: spesso in quanto spesso distrutta poiché ritenuta dagli editori materiale d'uso e superata dalla stampa testimonia. In realtà permette di cogliere le ultime correzioni e l'incessante lavorio a cui Palazzeschi sottoponeva i suoi testi. Il presente manoscritto risulta inoltre particolarmente importante poiché è l'unico testimone della redazione a stampa del 1943-1944.

Nel romanzo si avverte per l'ultima volta in Palazzeschi l'aspirazione futurista di sovvertimento dei canoni e di rivolta contro i codici convenzionali dell'arte e della società, identificata nella confessione della propria omosessualità, che costò all'autore una rielaborazione testuale durata oltre quarant'anni. La Piramide, nata nella stagione avanguardista coinvolgeva, forse non a caso, il paese nativo di Marinetti, per il quale rappresentava le radici e il luogo di fronte al quale potevano crollare tutte le impalcature ideologiche e culturali. Per Palazzeschi l'Egitto si limitava ad un viaggio da preparare, ma da non compiere, per paura di veder crollare sotto i colpi della realtà l'immagine ideale di un luogo sognato.

€ 23.000