DUDOVICH, Marcello

Signora con stola bianca. ''Mele & Ci Napoli''

Milano, Officine Grafiche Ricordi, 1906 ca.

Litografia a colori (cm 205x144) formata da 2 fogli uniti. Al centro in grandi caratteri: ''Mele e Ci Napoli'', lungo il margine inferiore: ''Confezioni per signora massimo a buon mercato.”Firmata M. Dudovich'' in alto a sinistra. Esemplare in perfetto stato di conservazione, intelato. Marcello Dudovich, inizia nel 1906, assieme agli altri cartellonisti che collaborano con le Officine Grafiche Ricordi, a lavorare per le campagne pubblicitarie promosse da un'importante ditta, i Grandi Magazzini Italiani di Emiddio e Alfonso Mele, con sede a Napoli. I Magazzini “Mele” aprirono al pubblico napoletano nel 1889. I fratelli Mele furono antesignani nella committenza pubblicitaria, crearono un progetto promozionale articolato e senza confronti per quei tempi, proponendo uno stile di vita aristocratico con uno sguardo nostalgico alla Belle Epoque ma con prodotti alla portata di tutti. “Massimo buon mercato” era lo slogan che accompagnava i cartelloni pubblicitari destinati alla media borghesia. I manifesti Mele vennero realizzati da diversi artisti: Achille Beltrame, P. L. Caldanzano, Leonetto Cappiello, S. De Stefano, Marcello Dudovich, Franz Laskoff, Gian Emilio Malerba, A. L. Mauzan, A. Mazza, Leopoldo Metlicovitz, E. Sacchetti, A. Terzi, Aleardo Villa. “La committenza Mele, intervenuta quasi in via sperimentale a mettere a punto la nuova politica culturale Ricordi e le concrete capacità del potenziale tecnico della ditta, documenta il periodo formativo della grafica pubblicitaria come nessun'altra committenza; ciò, sia in virtù del fatto che si svolse senza interruzioni per un arco di tempo di circa venticinque anni, a differenza di altre committenze più brevi ed episodiche. Infatti la Ricordi sostenne, coi suoi cartellonisti, alcune campagne pubblicitarie dei Magazzini Mele fin dal 1889, ma senza averne l'esclusiva in quanto anche altri stabilimenti - non tutti all'avanguardia - parteciparono all'iniziativa. Scorrendo la produzione cartellonistica Mele in ordine cronologico, si osserva che alcune importanti modifiche del manifesto muovono proprio a partire dal 1906: esse sono in relazione soprattutto a Marcello Dudovich che inizia da quell'anno un'intensa attività di produzione per la ditta di Napoli. Dudovich elaborerà assieme ad altri cartellonisti, pittori e illustratori le istruzioni ricevute dalla ditta, affinché la trasmissione del messaggio pubblicitario sia il più possibile coerente ed efficace. I manifesti Mele vengono realizzati da diverse mani e con diverse interpretazioni stilistiche, ma nell'unica cifra imposta dalla committenza, tesa cioè ad enfatizzare i capi d'abbigliamento e l'atmosfera che questi riescono a creare attorno. La ditta Mele cerca un proprio specifico segno d'identità da affidare alla collettività, propone uno stile di vita aristocratico, quasi irraggiungibile e già velato di tinte nostalgiche per una belle époque in declino. I prodotti, potenzialmente interclassisti, sebbene si prospettino come alla portata di qualunque tasca - “massimo buon mercato” è infatti lo slogan che accompagna la quasi totalità dei cartelloni pubblicitari “Mele” - sono però destinati alla media borghesia. Per Dudovich il manifesto è definito e risolto sempre in un unicum armonico.

R.Curci, Marcello Dudovich cartellonista, 1878-1962 ; G.Mughini, M. Scudiero Il manifesto pubblicitario italiano. Milano, Nuova arti grafiche Ricordi, 1997.
€ 3.500