LUPO Torinese

Carnage a Porta Palazzo e Venaria.

Turin le 23 9bre 1737

L.a.f. vergata in francese in elegante e chiara grafia in inchiostro bruno su quattro facciate (225x165 mm), firmata del Sergente Szas indirizzata a “Monsieur Le Comte de Pias Cadet au regiment De Monferrat. Coni”, datata “Turin le 23, 9bre 1737”.

Lettera di carattere privato inviata da un sergente (vicino alla famiglia del destinatario) a un giovane cadetto di stanza a Cuneo.Il mittente rimprovera il cadetto per la sua mancanza di comunicazioni. Riferisce di aver rassicurato i genitori del giovane: il padre si offre di far rammendare l'uniforme logora del figlio, in modo che possa fare "bella figura" in attesa che venga ufficializzata la sua promozione ad Alfiere (Enseigne) nel Battaglione di Casale. Il sergente tranquillizza il giovane riguardo ad alcuni debiti contratti. La famiglia si dice pronta a saldare le pendenze, a patto che la cifra si aggiri intorno ai dieci zecchini d'oro, esortandolo a incassare la propria pensione e a rientrare a Torino per le festività natalizie.

La lettera si conclude con un eccezionale resoconto di cronaca nera cittadina: la notizia dell'uccisione, avvenuta la mattina stessa, di un lupo feroce (con tutta probabilità idrofobo) che nella settimana precedente aveva terrorizzato il torinese, attaccando e mordendo uomini e bambini da Porta Palazzo fino a Venaria Reale e Caselle, con un bilancio stimato in oltre trenta persone morse."De nouveau dans cette Capitale il n'y a rien quel depuis la semaine passé il y avoit un Loup qui a fait un terrible Carnage tant d'hommes que d'enfans jusque dans la Porte Pallais ou il Mordit 7. hommes qui les lassa pres Mort Depuis Soit a la Venerie, qu a Caselle on Conte qu'il a Mordu plus de 30 personnes on vient Ce mattin de le tuer."

L'animale è penetrato nella primissima periferia di Torino, nell'area nevralgica e di mercato di Porta Palazzo (che all'epoca era il confine nord della città, aperto verso le campagne). Respinto o in fuga, si è spostato a nord-ovest verso Venaria Reale (area ricca di boschi, essendo la residenza di caccia dei Savoia) e poi verso la confinante Caselle Torinese.Il panico è durato circa una settimana, presumibilmente tra il 15 e il 23 novembre 1737. L'animale è stato abbattuto proprio il 23 novembre, poche ore prima che il Sergente scrivesse la lettera.

Il bilancio descritto dal sergente è da bollettino di guerra: "uomini e bambini", 7 uomini quasi uccisi a Porta Palazzo e "più di 30 persone" morse tra Venaria e Caselle. Un lupo sano raramente attacca l'uomo in modo così ripetuto in centri abitati; il comportamento erratico. I lupi rabbiosi erano il terrore del XVIII secolo, poiché anche un morso non letale portava alla morte per infezione nelle settimane successive .

Chiudono la missiva i saluti di un certo "Carlin" (fratello del destinatario), dello scrivente e della moglie. Interessantissima testimonianza del rappporto tra uomo e lupo nella Torino settecentesca

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