SEVERINO, Marco Aurelio

De piscibus in sicco viventibus.

Commentarius in libellum Theophrasti Eresii, Naturae Aristotelis Interpretis summi. Neapoli, apud haeredes Camilli Cavalli, expensis Io. Alberti Tarini, 1655,

in-folio, pp. (6), 70, leg. 700esca in cartone azzurro, titolo a stampa lungo il dorso. Al frontespizio vignetta raffigurante un leone sormontato dalla Vergine del Carmelo. L'operetta è dedicata a Fortunio Liceti, celebre autore del "De monstris". Rara prima edizione (in alcuni esemplari presenta la data corretta in 1659 in quanto uscito con altra opera) di questa trattatello antiaristotelico che tratta di alcune specie di pesci che possono vivere "in sicco", tra cui le tartarughe, e le foche. Un capitolo è interamente dedicato a queste, corredato da una graziosa silografia di una foca a p. 19. Severino (1580-1656) studiò medicina a Napoli dove incontrò Campanella e si formò sulla filosofia di Telesio e l'antiaristotelismo. Sostenne con entusiasmo la teoria della circolazione del sangue e ricevette da Harvey l'unica copia conosciuta con dedica della prima edizione del "De motu cordis". Agli scambi con Harvey si devono probabilmente alcune parti del trattato sulle foche dedicate al sistema circolatorio degli animali (pp. 43-45). Raro. Lievi aloni d'umido al margine esterno.

Krivatsy 11051. Manca a Michel-Michel e Cat. Vinciana.
€ 1.400