ORSINI, Cesare

Magistri Stopini Poetae Ponzanensis Capriccia Macaronica. Cum nova appendice.

Venezia, Lovisa, 1704,

in-12 (122x65mm), pp. 140, leg. coeva p. perg., titolo in oro su tassello al dorso. Impresa al titolo, fregi ed iniz. silogr. L'appendice abbraccia le pp. 135-140. In fine 4 pp. nn. contengono l'interessante catalogo delle edizioni Lovisa.  Cesare Orsini, nato a Ponzano Magra (La Spezia) nella seconda metà del XVI sec. e morto dopo il 1638, fu al servizio di vari personaggi a Venezia e Brescia, ed a Roma fu segretario del Card. Bevilacqua. Con lo pseudonimo di Magister Stopinus pubblicò nel 1636 a Venezia i "Capriccia Macaronica" che ebbero notevole successo e furono ristampati più volte. "Sono gustose e vivaci satire, interessante documento di costume, giudicate da critici e bibliografi come una delle opere più vive della poesia barocca ed il miglior esempio, dopo il Folengo, del genere maccheronico" (Cat. Vinciana, n. 3164).  Nella dedica Orsini presenta come opera giovanile le otto macaroneae, l'egloga intitolata Contentio trium poetarum, i 50 epigrammi e le 12 elegie. Ma nella Macaronea tertia ampio rilievo viene dedicato al telescopio da parte di Galileo e alla scoperta dei pianeti medicei, divulgata nel 1610: "... Occhiali auxilio, quem nostra aetate sbaiaffat  cervello invenisse prior Galileus etrusco... (...) istas Mediceas inde vocavit ipse Galileus primus detector carum...". La Macaronea prima è una colorita invettiva contro le meretrici, la Secunda contiene l'elogio del furto, la Quarta stigmatizza le pazzie, la Macaronea Septima piange la gatta Rosa uccisa da un soldato. Conobbero una fortuna addirittura maggiore di quelle del Folengo, avendo dodici edizioni nel XVII secolo e sei nel XVIII. La scelta dello pseudonimo omaggia comunque il frate Stoppino, ribaldo abate del convento della Mortella nel Baldus del Folengo, confermata dall'invocazione alle muse maccheroniche. Buon esemplare, fresco. 

Cat. Vinciana 3168. Graesse VI, 503.

€ 380