De rebus gestis Alexandri Magni Regis Macedonum

Verone, (Christophorus de Montagu, The printer of the Augurellus), anno domini 1491. die XVIII Augusti

Folio (310x200mm), ff. 69 non numerati, in fine Registro e ultimo bianco. Buona legatura settecentesca in piena pelle, nervi al dorso, fregi e titoli in oro su tassello. Legatura tipica degli incunaboli fatti rilegare dalla Famiglia Dionisi. Ex-libris inciso tardo settecentesco - con stemma marchionale della panoplia con lo scudo con al centro una stella. Testo in carattere tondo su 44 righe. Esemplare ottimamente conservato, qualche gora nel margine interno e pochi fogli lievemente bruniti. Belle note manoscritte all'epoca, in latino nei margini di varie pagine e due lunghe ai primi due fogli relative al Tigri e all'Eufrate e al "De bello macedonico" di Livio e nota di possesso in greco "Outos biblos paulou muzou kαι των φιλων" al recto del primo foglio, corrispondente a “Iste liber est (i.e. Pauli Muzi) et amicorum” (proprio stimati). Pochissimi dotti conoscevano il greco all'epoca e sono rarissime le note di possesso siffatte: nei pochi casi in cui utilizzassero il Greco, si limitavano ad affiancare "και των φιλων" all'equivalente latino.
Rara impressione veronese del più celebre lavoro dello storico romano del I secolo d.C. Suddiviso originariamente in dieci libri, ci giunse mutilo dei primi due e di parte del decimo. Con l'opera di Curzio Rufo la storiografia latina si unisce al romanzo esotico; protagonista non è più il popolo romano, ma un eroe macedone che si inoltra in regioni ignote di un mondo barbaro, ricco di cose meravigliose e fuori dal comune. Circolò sin dal Medioevo: nato a Egberto di Liegi nell'XI secolo, fu la fonte principale dell'Alexandreis, poema epico in esametri latini composto, tra il 1184 e il 1187, da Gautier de Châtillon; ebbe vasta diffusione durante l'Umanesimo, fu postillato dal Petrarca che la utilizzò come fonte per la sua vita di Alessandro nel "De viris illustribus". Pier Candido Decembrio ne portò a compimento nel 1438 il volgarizzamento, che ebbe una discreta diffusione nelle corti italiane, come dimostrano le numerose copie manoscritte. Stampata per la prima volta a Venezia da Vindelino da Spira nel 1471, fu pubblicata a Roma dal Lauer nel 1472 per cura di Pomponio Leto; seguirono un'edizione milanese del 1481, e la presente impressione veronese. Il volgarizzamento di Decembrio fu stampato a Firenze nel 1476.
La famiglia Dionisi, di cui è l'ex-libris settecentesco all'inizio, è tra le più antiche della nobiltà di Verona: il marchese Gabriele (1719-1808) fu l'artefice della ristrutturazione della villa a Ca' del lago di Cerea nonché del riordino e aggiornamento della biblioteca. La famiglia Dionisi aveva destinato al piano nobile la funzione di libreria e sala di lettura, precoce esempio di centro culturale dove si riunivano artisti e letterati. Dopo la dispersione delle migliaia di volumi del fondo antico, conserva ora i libri sul mobile d'arte contemporaneo della Fondazione Aldo Morelato.

Hain 5884; Proctor 6925; GW 7874; BMC 7:954; A. De Lorenzi, Curzio Rufo. Contributo allo studio del testo e della tradizione manoscritta, Napoli 1965. D.E. Rhodes in La Bibliofilia 88 (1986) pp.187-8; Madsen 1309. 

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