Pasquine in a Traunce. A Christian and learned Dialogue contayning wonderfull and most strange newes out of Heaven, Purgatorie and Hell,

wherein besydes Christes truth … all the crafty conveyaunces of Antechrist… Imprinted at London by Wylliam Seres dwelling at the weast ende of Paules at the signe of the Hedgehogge, [ca.1566],

in-8 , (6), 112, buona legatura inglese del XIX secolo, piatti con doppia bordura a secco (cerniere restaurate); i primi due fogli con aloni di polvere e d'umido, e con restauri ai margini superiori, con abile ritocco in inchiostro a metà di una lettera. Esemplare corto in testa, con qualche titolo corrente lievemente rifilato, ma in buono stato, considerate le abituali povere condizioni dei libri inglesi. Prima edizione in inglese del Pasquillus extaticus (1544, nella sua quasi contemporanea versione italiana “Pasquino in estasi”) è una delle più significative e influenti opere della dissidenza religiosa nel Cinquecento, dalla vicenda editoriale particolarmente intricata. Un dialogo satirico tra Pasquino e Marforio, celebrato per i suoi attacchi al papato e allusioni ai contemporanei. Un viaggio espiatorio di ispirazione dantesca che fa scoprire a Pasquino l'esistenza di due cieli, quello di Dio e quello dei papi, incomunicabili tra loro.

Curione (1503-1569), tra le più rilevanti personalità piemontesi della prima metà del Cinquecento, crebbe a Moncalieri (residenza del padre). Fino al 1532 studiò a Torino, iniziando ad interessarsi ai testi dei riformatori d'oltralpe  Perseguitato da Bonifacio Ferreri, cardinale e vescovo di Ivrea, fu imprigionato e poi confinato nell'abbazia benedettina di San Benigno in Fruttuaria, dove manomise il reliquiario dei santi Agapito e Tiburzio, sostituendo alle ossa una Bibbia e ricadde nei sospetti di eterodossia; in proposito G.Salotti: “Non sembrava più possibile … intorno al 1542, spingere il vero e proprio «innamoramento» per Lutero e le sue opere a gesti a metà strada fra il teatrale e il provocatorio”. Quindi fuggì a Milano, compì un viaggio a Roma, visitando anche altre città. Di nuovo imprigionato nelle carceri dell'Inquisizione di Torino, riuscì a fuggire e dal 1536 al 1539 insegnò all'Università di Pavia. Dopo Venezia, Ferrara e Lucca, fu denunciato dal cardinale Bartolomeo Guidiccioni, e nel 1542 lasciò definitivamente l'Italia, vivendo per quattro anni a Losanna e Ginevra; si stabilì quindi nel 1546 a Basilea, dove insegnò per vent'anni e fu in stretto contatto con gli eretici italiani ed i più importanti riformati.

Oltreché rarissima, questa versione, attribuita da alcuni a William Painter, da altri a William Phiston, testimonia la grande fama raggiunta in Europa dall'eretico piemontese. Una traduzione francese era apparsa a Ginevra nel 1547 ("Les Visions de Pasquille") e una tedesca 'auss Welscher sprach' uscita nel 1542 ad Augusta, di Ph.Ulhart. “Curione avrebbe preferito far circolare il meno possibile il proprio nome come autore di opere che, ponendosi come obiettivo una sistematica delegittimazione della Chiesa di Roma (come istituzione e come singoli rappresentanti), erano destinate a una larga diffusione. Fu questo in effetti il caso del Pasquino in estasi, conosciuto e apprezzato in vari Paesi, dall'Italia alla Germania, dall'Austria alla Svizzera, dall'Inghilterra alla Polonia”. (G.Salotti. "Eretico per tutti"). Cfr. anche Anne Overell, Italian Reform and English Reformations: “Another Italian work appearing in the 1560s, before the flood of Italian literature began to come off English presses… it was given the title in a Trance …” e Letizia Panizza, Pasquino among Anglican Reformers. D. Dalmas, Satira in progress. Una lettura del Pasquino in estasi  … nell'Europa moderna, 2005, p. 379-94; Cordibella- Prandi, "Pasquillus extaticus" e "Pasquino in estasi": edizione storico-critica commentata, 2018. Se ognuna delle rarissime edizioni, latine o italiane, del Cinquecento è censita in due o tre biblioteche italiane, questa traduzione pare non essere conosciuta in Italia ed è censita in sole 4 biblioteche straniere.

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