In-folio (335 × 225 mm), pp. (10, compresa l'antiporta), 400 (i.e. 360), LX con 18 tavole incise in rame a piena pagina, emblema xilografico dei Gesuiti al frontespizio, iniziali e fregi xilografici; legatura posteriore in mezza pergamena, dorso a nervi. Le tavole illustrano la vita della Santa, la grotta di Monte Pellegrino e un albero genealogico che la ricollega a Carlo Magno. Prima edizione, rara, dell'imponente lavoro agiografico che contribuì a definire il culto della Santuzza palermitana.
Padre Giordano Cascini è considerato il biografo “ufficiale” e definitivo di Santa Rosalia. Fu una figura chiave negli eventi del 1624: quando a Palermo scoppiò la terribile epidemia di peste e vennero ritrovate alcune ossa nella grotta di Monte Pellegrino (15 luglio 1624), il cardinale Giannettino Doria nominò proprio Cascini membro della commissione scientifica e teologica incaricata di stabilire l'autenticità dei resti. L'opera documenta questo cruciale ritrovamento.
Cascini morì nel 1635, dedicando gli ultimi anni della sua vita a raccogliere tutto il materiale possibile sulla Santuzza. L'opera venne pubblicata in questa monumentale edizione del 1651, sedici anni dopo la sua morte. Il testo fu curato e ampliato con le “tre digressioni historiche” dal confratello gesuita Pietro Salerno, che vi aggiunse dettagli sulle origini nobiliari della Santa e sul luogo del suo transito. Uno dei più bei libri illustrati del barocco siciliano.
Esemplare con numerosi errori di numerazione (i fogli 43/44 e 45/46 risultano invertiti), piccola mancanza di testo a p. 47 (causata da una macchia), diffuse fioriture e qualche macchia bruna; presenti maniculae manoscritte. Antico restauro di tarlo nel margine inferiore bianco alle pp. 200–240. Piccola porzione dell'angolo inferiore degli ultimi cinque ff. e dell'antiporta restaurata. Esemplari: ASP; BCRS; BCSci; Bibliothèque nationale de France, Paris; SainteGeneviève, Paris; Lyon M.