BOCCACCIO, Giovanni
Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio nuovamente corretto et con diligentia stampato
Firenze, Eredi di Filippo Giunta, 14 April 1527,
in-4 (210 x 140 mm), ff. (7 su 8 mancando l'ultimo bianco). Legatura coeva in marocchino bruno, con elaborata bordura di linee geometriche e nodi a losanga, impressa a secco e in oro ai piatti, con scritta "Di Michele da Prato" entro cartiglio centrale. Dorso a nervi ornato in oro e a secco, con fregio floreale in ogni scomparto. Tagli dorati.Impresa dello stampatore al titolo e al verso dell'ultimo f. Nel complesso legatura in buone condizioni, con angoli leggermente ammaccati e dorso lievemente consumato, con due piccole mende alle cuffie. Sguardie rinnovate in epoca posteriore.
La celebre ''Ventisettana'' del Decamerone, che si pose come versione universalmente riconosciuta del testo sino all'edizione del Manelli del 1761, fu compilata aggiornando l'edizione veneziana del Delfino del 1516, confrontandola con autorevoli fonti manoscritte (incluso lo stesso Mannelli).Divenne un simbolo della libera repubblica fiorentina, in quanto, come ebbe a dire il Foscolo, quasi tutti gli studiosi che vi lavorarono (Bernardo Segni, Pier Vettori, Baccio e Bartolomeo Cavalcanti, Francesco Guidetti) morirono combattendo contro i Medici. La mitica rarità di quest'edizione sin dai secoli scorsi indusse il Console Smith a finanziare una contraffazione, impressa a Venezia nel 1729. ''Il existe peu de livres qui aient acquis une valeur d'estime et en même temps une valeur d'argent proportionnée à celle que depuis plus de deux siècles a conservé ce volume... Édition correcte et soignée d'un livre dont s'enorgueillit la litterature italienne, elle fut presque à son apparition considérèe comme le prototype, le modèle obligé de toute édition future'' (Renouard).Più rara dell'edizione Giunti del 1516, è difficile a trovarsi in buone condizioni.
Esemplare fuori dal comune di uno dei libri più emblematici e ricercati del Rinascimento italiano, realizzato in una superba legatura italiana nello stile Grolier sviluppato dai bolognesi Pflug e Ebeleben ma che forse riprende maggiormente lo stile dell'artigiano senese attivo intorno al 1520-40, identificato nel saggio di Anthony Hobson come "A Central Italian Bookseller and Bookbinder" (Gutenburg-Jahrbuch 2010, pp. 215-20). Il committente per cui fu realizzata la legatura è Michele Modesto da Prato, nato nel 1510 e figlio di Jacopo Modesti (1463-1530), "che era stato uno dei funzionari [più] vicini ai Medici come cancelliere delle Riformagioni dal 1515 al 1527, quando fu destituito con il rovesciamento del regime" (H. A. L. Knox, 1998). Michele fu tra i letterati che scrissero canzoni per Lorenzo de'Medici.
Edit16 6271. Pettas, Giunti of Florence 217. Renouard L/93. Decia-Delfiol, Annali, 202.








