MUSICA, INTERMEZZI -

Raccolta copiosa d'intermedi parte da rappresentarsi col canto, alcuni senza musica, con altri in fine in lingua milanese. Tomo I che contiene parte de' musicali - Raccolta copiosa d'intermedi…in lingua milanese. Tomo II che contiene parte de' musicali ed il restante di sopra accennato.

Amsterdam, Ipigeo Lucas (ma Milano, Richino Malatesta), 1723,

2 tomi in un volume, in-12 (157x85mm). I) pp. (4), 421 (ma 425: 261-64 ripetute), (7 di Indice e ultime 2 cc. bianche); II) (2), 351 (ma l'ultima p. erroneamente num. 451), (di Indice e ultima bianca), fregio su entrambi i frontespizi, iniziali, testatine e finalini in xilografia. Legatura coeva in m. pelle e piatti in carta decorata verde, fregi in oro al dorso, tagli spruzzati di rosso. Edizione rarissima di questa raccolta di intermedi, ossia intermezzi: brevi spettacoli o interventi musicali inseriti tra gli atti di una commedia o una tragedia. Secondo Parenti, il luogo di stampa è falso, come pure lʹeditore «Per Ipigeo Lucas», Quadrio asserisce che si tratti di una "Raccolta che con la data di Amsterdam fu stampata a Milano" (cfr. Della storia e della ragione cit., III, parte 2ª, p. 506). La raccolta riunisce, in due tomi, i testi poetici, o meglio, i libretti completi di ben 80 intermedi (45 + 35). Di questi, ben 54 sono da rappresentarsi col Canto, 45 nel I tomo e 9 nel II. Gli intermedi senza Musica sono invece 26. Si tratta di un ricco florilegio di lavori musicali più o meno fortunati e conosciuti (alcuni non rintracciati tra i libretti sartoriani) i quali, raccolti con lʹintento di circolare in ambiente lombardo‑padano, arrivarono sicuramente a San Pietroburgo alla corte della zarina Anna Ioannovna che promuoveva spettacoli teatrali realizzati da comici e cantanti italiani.

Nell'avvertimento dello Stampatore si evince che l'edizione sia diretta ad impresari, registi, scenografi sempre avidi di modelli, riferimenti, stravaganze, amenità pronti per una messinscena di sicuro richiamo: Grande si la sollecitudine, che sʹimpiega per la scelta deglʹIntermedi, che si frappongono, pel necessario interrompimento de la troppa serietà degli Argomenti, che si producono ne le Scene. A fine dunque di facilitare lʹuso deʹ medesimi, ho giudicato bene, di farne una raccolta assai copiosa, con avere a talʹeffetto uniti moltissimi manuscritti, eziandio forestieri, ed aver procurato il restante, di cui sia avvenuta la notizia, dʹaverʹottenuto più grido ne le Città principali dʹItalia, neʹ Teatri de le quali con applauso universale furono quelli rappresentati". Sotto il falso nome di Ipigeo Lucas, si cela Richino Malatesta. nipote di Marc'Antonio Pandolfo Malatesta ed erede della sua Regia Ducal Stamperia. Non solo a lui si deve la “quasi totalità dei libretti per musica per il Regio Ducal Teatro” fino alla metà degli anni Sessanta, ma anche, in particolare, produsse libretti di intermedi, per lo meno a partire dal 1719 fino al 1752, comprendendo che la stampa di quel tipo di testi teatrali costituiva un discreto affare economico. Per i testi in lingua milanese, qui in forma anonima, 23 sono di Carlo Maria Maggi (cfr. Isella e Carpani) ed uno è attribuito a Cesare Larghi. Le vicende delle edizioni pirata delle opere dialettali di Maggi a inizio Settecento potrebbero tra l'altro spiegare l'anonimato editoriale di Malatesta.

Le caratteristiche generali degli intermezzi sono la loro semplicità strutturale e, cosa fondamentale, l'economia dei mezzi necessari per la loro esecuzione. Tipicamente composti da due atti (raramente tre), l'intera azione ruota attorno al conflitto tra due personaggi. Queste parodie musicali sono facilmente associabili a un tipo di comicità caricaturale, con travestimenti, assurdità verbali e neologismi, personaggi stranieri bizzarri e gesti provocatori. Il linguaggio e i termini potevano essere piuttosto quotidiani, ma la struttura delle arie richiamava le forme chiuse dell'opera seria, utilizzando la struttura tripartita da capo (ABA) o una variante ampliata (pentapartita AA'BAA'). Molto raro, un solo esemplare censito in Italia, presso la Biblioteca del Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano. Buon esemplare, nota di possesso illeggibile alla sguardia (lievi arrossature).

Sartori, Libretti n. 19417. Roberta Carpani, Culture della rappresentazione e libri teatrali a Milano nel Settecento, p.125-138, (Università Cattolica, 2023): “La Raccolta copiosa è stata successivamente oggetto di studi di parte musicologica e teatrologica che ne hanno evidenziato l'importanza e l'originalità, ma resta ancora una stampa teatrale da indagare e da comprendere. Come Isella ipotizzava, si tratta sicuramente di un'edizione pirata, assemblata da persona esperta e ben intendente … un terzo dei testi degli intermedi pubblicati è di Carlo Maria Maggi, è in modo evidente un'antologia che immette la cultura teatrale milanese in un circuito internazionale … assembla scritture per i teatri dei professionisti e drammaturgie per le scene dei dilettanti”. Dante Isella, Il teatro milanese di Carlo Maria Maggi, 1964.

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