SCHEINER, Christoph

Rosa Ursina sive Sol ex admirando facularum & macularum suarum phoenomeno varius.

Bracciani, apud Andream Phaeum typographum ducalem. Impressio coepta anno 1626, finita vero 1630,

in-folio (350x250 mm), frontespizio allegorico inciso, bel ritratto del Duca di Bracciano, vignetta al titolo e 168 illustrazioni finemente incise nel testo (di cui 73 tavole a piena pagina) raffiguranti le osservazioni delle macchie solari dell'autore e i telescopi da lui utilizzati. 20 ff. preliminari (compreso il frontespizio), pp. 784 (ma 840 per errori di paginazione), (1 bianca e 36 pagine di indice).

Bella legatura coeva in pergamena con unghie e legacci, titolo e autore ms. in inchiostro bruno su dorso liscio. Prima edizione dell'opera più importante e ambiziosa di Scheiner, che segna la scoperta delle macchie solari. Impressa con i torchi privati del duca di Bracciano, quest'opera magnifica e non comune è generalmente considerata il libro di astronomia più riccamente e splendidamente illustrato pubblicato nella prima metà del '600.

La prima grande monografia dedicata al Sole, raccoglie i risultati di anni di osservazioni astronomiche iniziate nel 1611 e descrive in dettaglio il movimento delle macchie solari nel corso di un anno e indica il periodo di rotazione del Sole e l'inclinazione del suo asse. La rivendicazione della scoperta, indipendentemente da Galileo, diede origine a una delle controversie più celebri e accese nella storia della scienza; nelle pagine dell'opera l'autore rinfaccia ad esempio a Galilei di non aver considerato l'inclinazione dell'asse di rotazione del sole rispetto al piano dell'eclittica. Tra i primati straordinari del matematico tedesco vi è anche la costruzione e descrizione dell'elioscopio, di fatto il primo telescopio kepleriano pratico, che impiegava due lenti convesse ed è anche il primo a utilizzare vetro colorato nell'oculare per rendere più sicura l'osservazione solare e che fino ad allora era stato meramente teorizzato da Johannes Kepler. "A la simple lunette de Galilée, composée d'un objectif convexe et d'un oculaire concave, a été de bonne heure substituée la véritable lunette astronomique, où les deux verres sont convexes, et qui renverse les images : décrites par Kepler dès 1611 dans sa Dioptrique, réalisée sans doute pour la première fois par le père Scheiner, cette lunette fut sans cesse perfectionnée" (Daumas).

Le incisioni sono eccezionali e comprendono numerose raffigurazioni dettagliate dei telescopi, dei loro componenti, delle lenti e dei dispositivi meccanici, oltre a suggestive rappresentazioni dei fenomeni solari e una mappa della luna. I disegni di Scheiner nella Rosa Ursina sono di qualità straordinaria, quasi moderna, e per secoli — fino al 1905 — non si registrarono progressi significativi nella raffigurazione del Sole (cfr. Britannica). Il celebre frontespizio allegorico, che oppone Ratio e Sensus nella conoscenza scientifica, riflette il contrasto tra scienza gesuitica e galileiana e includendo elementi anti-copernicani legati alla simbologia degli Orsini: "Il frontespizio è un'elaborata allegoria dell'epistemologia e delle fonti della verità... esprime magnificamente la frattura tra la scienza galileiana e quella gesuitica" (Ashworth). La superba tavola a carta 2a2v, firmata da Daniel Widman, mostra astronomi gesuiti al lavoro con telescopi e in primo piano si vede una camera oscura in cui l'immagine del Sole viene proiettata da un telescopio, illustrando il metodo con cui furono realizzate le immagini delle macchie solari nel volume. Le incisioni che raffigurano la rotazione del sole e il movimento delle macchie rappresentano uno dei primi esempi di infografica scientifica moderna.

L'opera consta di quattro libri. Nel primo Scheiner affronta di nuovo la questione della priorità nella scoperta delle macchie solari. Nel secondo libro parla dell'instancabile lavoro che è necessario in queste osservazioni, degli strumenti ottici e del loro uso, del telescopio. Nel terzo libro passa allo studio del sole e pone cronologicamente le varie osservazioni, tanto sue quanto di altri, fatte durante moltissimi anni. Secondo l'A. da queste si ricavano la varietà, l'instabilità, le mutazioni delle facole e delle macchie solari, e il moto e la costanza della loro disposizione. Alla fine descrive alcuni strumenti ottici e introduce alcune dimostrazioni del P. Cristoforo Gruenberger. Il quarto libro è diviso in due parti. Nella prima tratta del moto delle macchie e ne definisce la grandezza. La II parte tratta del moto delle macchie e delle facole solari, della zona da loro percorsa, donde deriva la determinazione del diametro solare, della natura del sole nei suoi vari aspetti. Presenta le conclusioni seguendo i Santi Padri, le Sacre Scritture e gli interpreti sacri. Alla fine c'è una lettera del Principe Federico Cesial Cardinale Bellarmino. Rosa Ursina fu stampata nella tipografia privata fondata da Paolo Giordano Orsini, grande mecenate dell'astronomia; il titolo stesso è un omaggio al patrono e dedicatario dell'opera, con un gioco di parole latino tra il nome del duca e la "rosa" delle macchie solari, infatti sia la rosa che l'orso ricorrono sovente nelle magnifiche incisioni scientifiche del periodo barocco

Bell'esemplare, in genere fresco e marginoso, molte fra le tavole a piena pagina sono ripiegate al margine inferiore e spesso anche superiore per evitare la rifilatura; lieve macchia d'umido al margine esterno dei ff. preliminari, lievissimo alone all'angolo inferiore esterno di un centinaio di fogli (quaderni aa-ss), ed altro al margine inferiore degli ultimi 100 fogli. Proveniente dalla biblioteca del prelato ungherese Károly Perényi (1762-1819), che fu vescovo di Boson e di Tiberiade (ex-libris araldico al contropiatto anteriore “Carolus L. B. de Peren Electus Episcopus Bosonensis Consecratus. Tiberiadiensis. Abbas B. M. de Valle Paradisi, Praepositus. S. Georgii de viridi Campo"), con timbro del Collegio riformato di Sárospatak ripetuto ("AS Pataki A. Ofkola ? Könyvtära") ai margini e annotazione manoscritta a inchiostro sul titolo: “Accessit Bibliotheca Schola Ref. S. Patak Signanse Mose Kézi [...]”).

Backer-Sommervogel, VII, 738.8. Daumas, p. 726-728. Cinti 79. D.S.B., XII, p.151-152 ("Scheiner confirmed his method and criticized Galileo for failing to mention the inclination of the axis of rotation of the sunspots to the plane of the ecliptic"). King, The History of the Telescope, pp. 40-45. Linda Hall Library,Jesuit Science in the Age of Galileo, 6.

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