BANDELLO, Matteo - [SHAKESPEARE, William]

[5 volumi delle Histoires tragiques] - XVIII Histoires tragiques... extraictes des œuures Italiennes de Bandel, & mises en langue françoise. Les six premières, par Pierre Boisteau, surnommé Launay, natif de Bretagne. Les douze suiuans, par Franc. de Belle Forest. (e:) Tome second -Cinquiesme livre...

1 e 2) Turin, César Farine, 1570 - 3) Lyon, Pierre Rollet, 1574 - 4) Turin, Ierome Farine, 1571 - 5) Lyon, Benoist Rigaud, 1576,

5 volumi in-16 (115 × 75 mm), ff. 436, (4) - pp. 878, (2) - ff. (7), 514, (6) - pp. 875, (5) - pp. 681, (3), impresa tipografica al frontespizio. Completi, comprese le carte bianche. Iniziali e testatine in xilografia. Legatura coeva in pergamena floscia, dorso liscio con titoli e numeri dei volumi scritti a inchiostro, tagli azzurri. Rara collezione dei primi cinque volumi delle celebri traduzioni francesi a cura di Pierre Boaistuau e François de Belleforest, nelle rilegature originali, come riuniti dal primo proprietario.

I volumi I-II sono ristampe torinesi di César Farine (1570) della prima edizione lionese di Jean Martin del 1564. Il volume III (Lione, Pierre Rollet, 1574) contiene 18 racconti, arricchiti da Belleforest; il volume IV (Torino, Jérôme Farine, 1571) comprende 26 storie, in parte originali; il volume V (Lione, Benoist Rigaud, 1576) continua con storie sia contemporanee che antiche. La pubblicazione delle traduzioni del Bandello raggiunse i sette volumi, e si protrasse per vent'anni in edizioni pubblicate in varie località (Parigi, Rouen e Lione), che rappresentano un grattacapo bibliografico su cui Brunet precisa: "aucun exemplaire des anciennes éditions de ces sept volumes ne se trouve être sous la même date, et pourquoi plusieurs se composent de volumes imprimés en différentes villes"; i primi cinque volumi sarebbero stati riuniti sotto la stessa data solo nel 1580 da Jean de Bordeaux a Parigi (cfr. Brunet). I volumi sono rari a trovarsi, anche singolarmente, la raccolta di cinque volumi non è mai stata battuta all'asta. Dondi, Cinquecentine Piemontesi I: "Cesare e Girolamo Farina furono librai e editori: esplicarono la loro attività tra Lione e Torino: Cesare iniziò a fare il libraio a Lione nel 1558 e vi pubblicò sporadicamente nel 1664, e nel il sesto tomo delle Histoires tragiques tradotte dal Bandello".

Le Novelle di Bandello furono pubblicate per la prima volta a Lucca, 1554, in 3 volumi contenenti 186 racconti, un quarto volume, contenente altri 28 racconti, fu stampato postumo nel 1573 a Lione. Caratterizzate da una ampia varietà di stili e generi, che spaziano dal comico e licenzioso al sentimentale, tragico o spaventoso, ottennero un enorme successo in tutta Europa. Le traduzioni francesi di Boaistuau e Belleforest ne assicurarono un'ampia diffusione, diventando una delle principali fonti letterarie per il teatro elisabettiano.
In particolare, Shakespeare si ispirò al Bandello per alcune delle sue opere più amate ed iconiche. La terza novella "L'Histoire de deux amans, dont l'un mourut de vénin, l'autre de tristesse", è la storia di Romeo e Giulietta: la versione di Boaistuau fu tradotta in inglese nella Tragicall History of Romeus and Juliet (1562) da Arthur Brooke, che a sua volta fornì la trama a Shakespeare. Tra le altre ispirazioni certe dal Bandello figurano anche Molto rumore per nulla, La dodicesima notte e La duchessa di Malfi di Webster. Uno dei volumi contiene anche una delle fontidi ispirazione dell'Amleto; il tema è dibattuto, ma la terza storia del V volume di Belleforest rielabora ed espande il mito presente nel Gesta Danorum di Saxo Grammaticus (fonte originale di entrambe), quasi raddoppiandone la lunghezza e introducendo nella storia di Hamleth la malinconia dell'eroe, così centrale nella tragedia shakespeariana. Tenendo conto degli altri spunti evidenti tratti dalle traduzioni di Belleforest, è probabile che anche in questo caso il Bardo dell'Avon abbia avuto accesso alla sua versione, nonostante la traduzione inglese sia stata pubblicata solo nel 1608. Erano però passati trenta anni dalla pubblicazione dell'Amleto di Belleforest quando Shakespeare scrisse il suo (1600). Molti elementi della versione di Belleforest compaiono nell'opera teatrale, ma non nella storia di Saxo: Shakespeare riprese la leggenda di Amleth, integrandola con elementi della cultura cristiana, trasformando il protagonista, aggiungendo nuovi personaggi e sviluppando la sua tragedia come critica della vendetta.

Stupendo esemplare, conservato in condizioni d'origine, di rarissima raccolta in legatura uniforme che costituisce un unicum straordinario nel mercato antiquario: si tratta della più ricca raccolta ottenibile delle traduzioni del Bandello :non è infatti mai passato in asta più di un volume per volta. Forellino di tarlo al margine superiore degli ultimi 10 ff. del vol. V, 2 macchiette scure al margine esterno dei ff. b3e4 del vol. IV, per altro perfetto. Secondo Brunet (I, 638), i primi cinque volumi sarebbero stati riuniti sotto la stessa data soltanto nel 1580 (edizione di Jean de Bordeaux a Parigi precisa, alla fine della sua Notice, "questi dettagli faranno comprendere come nessun esemplare delle antiche edizioni di questi sette volumi si trovi con la stessa data, e perché molti siano composti da volumi stampati in città diverse".

D. Stone, Belleforest's Bandello: a bibliographical study. Bibliothèque d'humanisme et Renaissance, XXXIV, n° 3, 1972, p. 489-499. Matteo Bandello, Histoires tragiques, édition critique publiée par Richard A. Carr, Paris, H. Champion, 1977, p. lxxviii-lxxxiii. Vernazza pp. 31—45 c. Pastorello, Tipografi. editori, librai Venezia XVI, pp. 9, e sgg.

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