Adversus fallaces et superstitiosas artes, id est, De magia, de observationes somniorum, &, de divinatione astrologia libri tres.

Ingolstadii, ex Officina Typographica Davidis Sartorii, 1591,

in-8 (mm 156 x 104), pp.  (VI), 256 , (8 su 10, ultimo foglio bianco  mancante). Marca tipografica dei Gesuiti al frontespizio, iniziali e fregi silografici. Legatura dell'epoca in pergamena floscia di riutilizzo da manoscritto religioso medioevale databile al XV secolo con testo in gotico su due colonne, rubriche e grande iniziale "I" su 9 linee con corpo della lettera in blu e filigrane in rosso; al piatto anteriore applicato tassello cartaceo con titolo e collocazione dell'opera. Prima edizione di questo “excellent traité de sorcellerie et de magie; il servait également de manuel d'exorcismes” (Caillet III 8518). Nato a Ruzafa, vicino Valenza, l'erudito spagnolo Benito Pereira fu un esponente di rilievo della cultura gesuitica; entrato nella Compagnia di Gesù nel 1552, terminò gli studi in Sicilia e a Roma dove si fermò ad insegnare filosofia e teologia. Nel primo libro del trattato, dedicato alla magia, l'Autore distingue tra magia naturale - che consente di ottenere risultati straordinari attraverso la conoscenza e la sperimentazione delle sostanze naturali - e magia non naturale, con cui si raggiungono effetti mirabili servendosi non di mezzi naturali ma dell'intervento di potenze incorporee. Nell'ambito della magia naturale Pereira individua, accanto alla magia "humana" ed a quella "divina", una magia "daemoniaca", basata sugli insegnamenti che i diavoli impartiscono ai propri adepti perché scoprano le virtù naturali insite in loro. Il gesuita elenca poi le imprese che i diavoli compiono da soli o con l'aiuto dei maghi (cap. VI), e non manca di ricordare la loro capacità di scatenare tempeste, trasportare uomini, animali e cose da un luogo all'altro, rendere invisibili all'uomo gli oggetti, far muovere e parlare cose inanimate; subito dopo Pereira rassicura il lettore sulle cose che il demonio non può fare: distruggere o sovvertire l'ordine dell'universo, creare dal nulla, permettere l'ubiquità ed altro ancora. Il trattato, dedicato al patriarca di Alessandria Camillo Caetani, fu pubblicato a Ingolstadt nel 1591 e ristampato diverse volte: a Venezia l'anno successivo, a Lione nel 1592 e nel 1603, a Colonia nel 1593, 1598 e 1612, con gli elementi del titolo invertiti (De magia ...) ed infine a Parigi nel 1616. Esemplare estremamente fresco e genuino;  provenienza: ex libris incisi al contropiatto anteriore (datato 1612) e a quello posteriore (della Waldaufsche Stiftung, Hall, Tyrol, di cui c'è anche il timbro “Ritter-Waldauf-Bibliothek” al frontespizio). 

 

 

 
 

È la seconda opera di Pereira, filosofo spagnolo nato a Ruzafa, Valencia, e morto a Roma, dove visse e insegnò per gran parte della sua vita. L'opera ebbe grandissimo successo editoriale, come si evince dalle numerose edizioni. Il testo fu utilizzato anche come manuale di esorcismo e di alchimia. Il primo dei tre Libri tratta di magia; il secondo dell'interpretazione dei sogni. Tratta invece della “Divinatione Astrologica” il terzo e ultimo Libro. L'opinione dell'Autore è decisamente critica, in modo particolare nei confronti dell'astrologia giudiziaria (definizione dell'epoca, spregiativa della parte dell'astrologia diretta a predire cose future), anche per la ritenuta incompatibilità con i dogmi della religione cristiana.”  (Cantamessa, biblioastrology.com, 6011).  Bibliotheca Lamiarum (1994), n. 63, p.163-64.Cantamessa, biblioastrology.com, 6011. Possevino 11606, p. 220; NBG 391862, p. 571 ; Sommervogel VI 1895, col. 499; Thorndike VI 1941, pp. 410-413; Zanier 1975, pp. 78-79.

€ 2.900