MAROZZO, Achille

Arte dell'armi. Ricorretto, et ornato di nuove figure in rame. (Legato con:) AGRIPPA, Camillo. Trattato di scienza d’arme. Et un dialogo in detta materia...

Venezia, Pinargenti, 1568,

2 opere in 1 volume in-4, pp. (12), 196; (8), 111, (1), legatura coeva in pergamena floscia, titolo ms. al dorso, capitelli passanti, tracce di antico sistema di chiusura. Straordinario assieme, realizzato dal primo proprietario alla metà del XVI secolo, di due dei più rari, ricercati ed importanti trattati di scherma. 1) L'opera del Marozzo comprende: titolo entro bordura architettonica, al verso del tit. si legge: ''al conte Guido Rangone A.M.S.P.D.'', segue la dedica del pittore Giulio Fontana a Don Giovanni Manriche. Adorna di 26 tavole incise in rame intercalate n.t., le cui figure sono più piccole rispetto alle precedenti edizioni, i legni originali sono stati sostituiti dalle lastre di Giovanni Battista Fontana e di Giulio Fontana, alcune delle quali vennero utilizzate anche nel ''Trattato di Scienza d'Arme'' di Camillo Agrippa. Quarta edizione; nonostante qualche innovazione nello stile dei combattimenti, il testo resta fondamentalmente il medesimo dell' Opera Nova del 1536. Il trattato del Marozzo ha il suo fondamento nei principi della scuola bolognese che dal Moncio allo Zangheri, ha dato all'Italia un esercito di schermitori e trattatisti. Dedicatario il Conte Guido Rangone, compagno del Marozzo ed allievo di De Luca. Vi attinsero molti antichi autori, tra questi l'Agrippa, il Fabris, il Morsicato. ''Il Marozzo è stato il primo a scrivere di cose di scherma con principi sufficientemente definiti e pratici; talchè, può considerarsi come il vero creatore della scherma italiana, da lui inalzata ad altissimo grado. Tutti i modi di combattere con qualsiasi arma, allora in uso, sono trattati dall'autore...'' (Gelli). Si è riscontrato che esistono 2 tirature dei fogli n.n. 1, 2, 5 e 6 del primo quaderno: la bellissima lastra del frontespizio è diversa, o quantomeno ritoccata, ed il carattere delle dediche e degli indici differente; le due iniziali ornate G e H sono differenti. Non si è riscontrata peraltro alcuna variante testuale. 2) L'opera dell'Agrippa comprende: frontesp. entro elaborata bordura con figure ed allegorie; ritratto dell'autore entro tondo e sue armi gentilizie. Illustrato da 51 incisioni in rame n.t.: di queste, 32 sono a mezza pag. mentre 18 sono impresse in coppia in orizzontale su 9 doppi fogli, il tutto inciso da Giulio Fontana. Si tratta degli stessi 12 rami della prima edizione ma tagliati a metà dividendo i due avversari, formando così 24 ill., riquadrate da un filetto. Le 18 tavole disposte in orizzontale nella prima edizione vengono invece qui riproposte su doppio foglio; restano invariate invece le rimanenti ill. Seconda edizione (prima 1533) della prima opera di Agrippa, profondamente innovativa nell'introduzione dell'uso della spada di punta anzichè di taglio, in modo da portare le stoccate in modo rapido per linee interne: ''...portò un grandissimo incremento alla teorica della scherma. Forse allievo del Marozzo, ne abbreviò, ne modificò il trattato, spogliandolo di molte superfluità e vi aggiunse di suo moltissime norme.. ritenuto come uno dei migliori maestri antichi, che vanti la scherma italiana e straniera.. è il primo che faccia fare l'inquarto (cap. XVII).. descrive vari combattimenti di due contro due e di tre contro due; il modo di battersi con due spade...''(Gelli). L'Agrippa, milanese, fu anche ingegnere e matematico, presentò un progetto per il trasporto dell'obelisco vaticano, si occupò di idraulica ed inventò un sistema per la pesca dei coralli. Il Dialogo filosofico-astronomico posto in fine presenta delle importanti intuizioni sulla gravitazione dei pianeti; vi si riferisce al p. 106 una incisione a piena pag. raffig. la sfera ideata dall'Agrippa. Fu ristampato separatamente con il titolo ''Modo da comporre il moto nella sfera'', nel 1573 (Honeyman Sale 37). Ottimo esemplare, estremamente genuino (rari aloni di polvere). Volume di grande pregio e rarità, che riunisce sin dall'origine i due testi.

1) GELLI, 137-138. MORTIMER, ITALIAN XVI, n. 287: ''These Modena blocks, with two exceptions, were transferred to Venice for a 1550 edition printed by Giovanni Padovano for Melchiorre Sessa. The Venice edition is a page-for-page reprint of the 1536 edition, with the substitution of different blocks, repeated from elsewhere in the text...''. SANDER 4385, note. GARCIA DONNELL 569. GAUGLER, pp. 1-2. VIGEANT p. 89-92. 2) HARVARD ITAL. 6. FUMAGALLI-BELLI, Blado, 140. CICOGNARA 1551: ''bellissimo libro, le cui tavole sono assai ben intagliate''. GELLI 6-12: ''trattato già preziosissimo per l'arte schermistica, un vero gioiello bibliografico''. VENDITA GELLI 5: ''... cet ouvrage célèbre et fort recherché.. le Maître le plus remarquable dont puisse s'enorgueillir l'escrime italienne''.COCKLE 745. GARCIA DONNELL 3: ''L'ouvrage est encore précieux par ses artistiques gravures sur cuivre... la tradition veut que plusieurs soient du crayon de Michel-Ange''. GAUGLER, pp. 4-5. GOVI, Classici, 71 (ed. 1536).
€ 11.000