MITELLI, Agostino

(Bizzarrie per maschere, con acconciature e copricapi antropomorfi e zoomorfi)

''Agostino Mitelli intagliò / R N 12'' (rami n.12). S.l. né t., 1638 in-4 oblungo (mm 190x264), 12 tavole, bella legatura coeva in pergamena floscia, i piatti adorni di riquadro di filetti con 8 fregi agli angoli (stella e 3 monti, stemma della famiglia Albani; un Francesco Albani, Bologna 1578-1660 fu pittore di fama formatosi alla scuola dei Carracci, fu attivo a Roma e Bologna). Il frontespizio inciso è costituito da una composizione in forma di rebus nella quale il nome dell'artista è formata da vari attrezzi a forma di lettere con numerazione progressiva. Le 11 tavole raffigurano ognuna un busto maschile ed uno femminile con elaborate e stravaganti acconciature e copricapi ed elmi, alcuni con straordinarie estensioni antropomorfe e zoomorfe. Le tavole (3), (11) e (12) sono firmate "A.M.F." Serie di capricci di grande fantasia e raffinatezza, inventata ed incisa da Agostino, padre di Giuseppe Maria Mitelli (Battidizzo 1609 - Madrid 1660), noto pittore esponente della "quadratura" ed autore di poche e rarissime serie di incisioni fantastiche. La data sulla prima tavola è da leggersi 1638, in quanto Agostino morì nel 1660 e la datazione 1688 è assai improbabile a causa del cambiamento della moda. Alcune tavole derivano dalla serie di 20 tavole dell'orafo Denis (Daniel) Boutemie, poste in vendita da Moncornet a Parigi nel 1636 "Ouvrage rare et nouveau... Contenant plusieurs desseins de merveilleuse recreation ... sous diuerses caprices et gentillesses representees en l'industrieuse decoupure d'un chappeau en l'industrieuse decoupure d'un chapeau..." (1636). Le tavole furono inventate "en faueur des studieux et curieux de la pourtraicture et de/ tous Orfeures, Graueurs, Ciseleurs, Sculpteurs, menusieurs et autres"; nell'ultima tavola spiega la curiosa tecnica di taglio e piegatura del tessuto: «La rareté du chappeau est, qu'apres auoir representé/ toutes ces figures et diuersement decouppe ; il se r'assemble en sa premiere forme sans que lon y/ puisse apperceuoir aucunne ouuerture ». Fino al XVIII secolo i manufatti «caprices merveuilleux» inventati dall' orafo venivano chiamati «bouthemies». A questo proposito cfr. P.FUHRING et M.BIMBENET-PRIVAT, ‘Le Style «Cosses de pois», Gazette des Beaux Arts, 01/2002, pp.1-224, che cita le 12 tavole di Mitelli ai n.88-99 confermandone la datazione 1638. Esemplare marginoso, con qualche alone e piccolo lavoro di tarlo restaurato nel margine inf. di 3 tavole. Serie di incisioni di eccezionale rarità, mancante alla National Gallery di Washington ed al Berlin Kat., che al n.310 descrive la serie del Boutemie e cita il riferimento al Mitelli, datandolo 1638. È censita in sole tre collezioni: Bologna, BCA, Cart. Cozzadini I/IV; Firenze. Marucelliana, Stampe vol. 109, n. 10 (1 pl.); Lipsia, GM. M.K. PIANTANIDA 4388: “Una rara, bella e divertente raccolta di disegni fantastici, ideati e magistralmente incisi“. RAGGI, in Grafica d’Arte (n. 53), attribuisce la serie al nipote Agostino il Giovane, non essendo a conoscenza della serie del Boutemie, ed equivocando sulla data e sulla sigla R.N.12, che identifica nelle iniziali di un fantomatico inventore; ne illustra una tavola con il titolo “Maschere bizzarrissime“. BUSCAROLI ne Il comune di Bologna, n.3 (1931). Catalogo Gozzadini in Archiginnasio, 1931. ARFELLI, in Arte antica e moderna, n. 3, 1958. LADEMANN. A.Mitelli: die bolognesische Quadraturmalerei in der Sicht zeitgenossischer, 1997. UBISCH, Katalog der Ornamentstich-Sammlung, Kunstgewerbe-Museum zu Leipzig, 1889, p. 19.
€ 16.000