APPIANUS, Alexandrinus

De Bellis Civilibus.

(Colophon f. 136r:) Impressum Regii per Franciscum de Mazalibus Anno Domini 1494 die 22 mensis Octobris (Reggio Emilia, Francesco Mazzali, 1494),

in-folio,  ff. 135 n.n., manca il primo bianco, presente invece l'ultimo. Legatura piena pergamena recente, titolo al dorso su tassello. Circa la metà del volume è interessata da una gora di umidità lungo il margine interno; lievi tracce di umido e di polvere al primo foglio. Ottimo esemplare.

Dedica del traduttore Pier Candido Decembrio a Alfonso V, Re d'Aragona. Seconda edizione del De bellis civilibus, la parte più importante di ciò che ci è giunto degli scritti di Appiano. L'opera di Appiano, storico greco vissuto a Roma nel II sec. d.C., ebbe il merito di mutare l'usuale struttura annalistica della storiografia romana, dividendola sistematicamente per argomenti: in questa prima parte in cinque libri, narra la storia interna di Roma dal 133 al 35 a.C. Importante edizione per la storia della tipografia di Reggio Emilia. Si tratta infatti del primo libro uscito dai torchi del Mazzali nella città emiliana, nonchè del quarto in assoluto stampato in questa città.

Francesco Mazzali nell'ottobre 1494 sottoscrisse la seconda parte dell' Historia Latina di Appiano (IGI, 767). Curiosamente, la prima parte sarebbe stata impressa soltanto nel gennaio 1495 nella vicina Scandiano, con gli stessi caratteri e nello stesso formato ma riportando nella sottoscrizione il nome di Pellegrino Pasquali al posto di quello di Francesco (IGI, 765). Non si conoscono i motivi del trasferimento della stampa dell'Appiano, né perché Francesco non abbia firmato alcuna edizione per oltre quattro anni, ma il tutto conferma quanto fosse usuale un interscambio tra artigiani e torchi – principalmente legato a fattori economici – all'interno di un'area geografica che andava da Bologna, a Reggio Emilia a Parma, a Scandiano.

Il nome di Francesco Mazzali ricompare a Reggio, nel colophon delle Antiquitates Romanae di Dionigi di Alicarnasso (IGI, 3485) nel novembre 1498. L'anno seguente produsse qualche altro libro, fino a quello  che rappresenta senza dubbio il punto più alto della sua attività: i Sonetti e canzoni di Matteo Maria Boiardo (IGI, 1856). Boiardo morì prima di vedere pubblicato il suo Canzoniere. È lecito supporre che il contributo del Mazzali abbia anche comportato un intervento filologico e ed editoriale: l'opera di Boiardo è ben curata tipograficamente e contiene anche un sonetto di Bartolomeo Crotto in lode del poeta e delle sue rime. L'impresa tipografica che Francesco adottò rappresentava l'esigenza di rendere identificabili con certezza i prodotti della sua officina tipografica nel momento in cui cominciava a essere diffusa la produzione di contraffazioni o il riutilizzo di edizioni stampate: il marchio è assai elegantemente disegnato e inciso su fondo nero con motivo di steli di fiori bianchi e con la croce basata su una secante di un cerchio che divide le lettere «F.M.».

 

Goff A-932. IGI 767. HC 1309. BMC VII, 1088. Pell 916. Polain(B) 4156; IGI 767.

 

€ 4.200