PICO della MIRANDOLA, Giovanni

Epistolae, non piae minus quam elegantes.

MDXXIX. (In fine:) Venetiis, per Nicolaum Zoppinum, 1529, in-8, ff. 44, cartonato rustico originale (piccole mancanze al dorso). Titolo entro bordura silografica, vignetta in fine, elegante minuscolo carattere corsivo. Si tratta di quasi 50 lettere inviate alle più straordinarie personalità dell'Umanesimo di fine XV secolo: Ermolao Barbaro, Marsilio Ficino, Angelo Poliziano, Battista Guarino. Alcune sono indirizzate al nipote Gianfrancesco, ed una, assai importante, ad Aldo Manuzio: gli comunica l'invio della tanto desiderata editio princeps di Omero impressa a Firenze da Bernardo de' Nerli il 9 Dicembre 1488: "Mitto Homerum quem desiderabas serius tamen, quam et tu voluisti et ego debba"; considerato che Aldo pubblicherà la propria edizione soltanto nel 1504, dopo averlo confrontato con vari testimoni manoscritti, si tratta di un esempio rilevante della lentezza dei progetti editoriali dell'epoca. "Tu, quod tu scribis facturum, accingere ad philosophiam, sed hac lege, ut memineris nullam esse philosophiam quae a mysterionim veritate nos avocet. Philosophia veritatem quaerit theologia invenit, religio possidet", lo consola in fine delle difficoltà: "La filosofia cerca la verità, la teologia la trova, la fede la possiede". Quando Pico si trasferì a Firenze, procurò a Manuzio il posto di tutore dei suoi due nipoti Lionello Pio e Alberto III Pio, principi di Carpi; quest'ultimo divenne poi il finanziatore delle prime stampe di Aldo. Esempl. Genuino, con alone d'umido all'angolo inf. esterno, nota di possesso nel margine del titolo.
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