CORRIDI, Filippo

La Ghigliottina in Toscana,

chi la volle? Chi la comprò? Chi l'accolse? Lo sappiam tutti. Terza edizione accresciuta di Documenti, e d'un Carteggio di fresca data. Firenze, Tip. delle Murate, 1863, in-16, pp. 78, broch. edit. (piccola mancanza al piatto ant.). Terza edizione ampliata e definitiva di opera curiosa e decisamente non comune. Filippo Corridi (Livorno 1806 - 1877) fu brillante matematico e autore di trattati di calcolo, geometria e trigonometria, precettore dei figli del Granduca Leopoldo II di Toscana e, a partire dal 1850, direttore delle Scuole Tecniche delle Arti e delle Manifatture su nomina del Granduca. In quest'opera l'A. si difende strenuamente dall'accusa di essere stato fautore dell'introduzione della ghigliottina in Toscana, discolpandosi attraverso la narrazione dei fatti, corredata dalle pubblicazione di documenti e note ufficiali. Nel codice criminale del Governo Toscano, si ripristinava, il 20 giugno 1853, la pena capitale. La ghigliottina, che era stata fatta giungere a Firenze dalla Francia in gran segreto, era stata imballata in casse con dicitura ''strumenti idraulici''. Tale particolare spinse diversi periodici piemontesi ad attribuire al Prof. Corridi la perorazione, l'acquisto e il montaggio dello strumento di morte. A fronte di tali calunniose asserzioni i Ministri toscani tacquero e l'A. avviò una sua propria indagine che ricostruisse la vicenda, grazie alla cui pubblicazione riuscì infine dimostrare la propria estraneità ai fatti ed a riabilitare il proprio buon nome. Buon esemplare, assai fresco.
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