SANGRO, Raimondo di, Principe S.Severo

Lettera Apologetica dell'esercitato Accademico della Crusca contenente la difesa del libro intitolato Lettere d'una Peruviana per rispetto alla supposizione de' Quipu

scritta alla Duchessa di S**** e dalla medesima fatta pubblicare. Napoli, MDCCL,

in-4, pp. (14), 320, (14), (tra le pp. 116 e la 119 presenti i fogli num. 117 e *118, mancano *117 e 118), leg. coeva p. pelle marmorizz., tit. e fregi in oro al dorso (tracce d'uso, restauri alle cuffie), tagli marmorizz. Titolo stampato in 5 colori, con vignetta inc. da Ant. Baldi impressa in rosso; 3 grandi tavole ripieg. (la seconda stampata in rosso e verde) con incisioni in rame colorate a mano. Prima edizione di questa rara ed affascinante opera riguardante la controversa interpretazione dell'alfabeto Inca dei Quipu; opera di Raimondo di Sangro (1710-1771), personalità complessa e discussa della cultura napoletana del Settecento: introduttore della massoneria nel Regno delle Due Sicilie, progettò e raccolse nelle sale del suo palazzo numerosi strumenti meccanici e curiosità d'ogni tipo, in campo pirotecnico, tessile, chimico, e della colorazione dei marmi e dei vetri. Il suo bizzarro ingegno, non disgiunto da una certa dose di ciarlataneria, lo rese notissimo all'epoca. Nel libro difende l'opera di Madame de Grafigny, raccolta di lettere attribuite ad una Principessa Inca e scritte con il metodo Quipu. Nonostante l'altissimo livello raggiunto, gli Incas, così come nessun'altra civiltà precolombiana, non conobbero la scrittura; il quipu, che significa semplicemente 'nodo', è quanto di più affine alla scrittura esistesse nel Sud America. Si tratta in realtà di un ingegnoso espediente mnemonico formato da una corda principale da cui penzolavano cordicelle di vari colori con nodi intervallati che servivano a registrare i numeri secondo un sistema decimale; utilizzato soprattutto a fini statistici, costituisce in un certo senso un'anticipazione dei sistemi applicati ai moderni computers. Il principe di Sangro, difendendo una finzione letteraria, trovò il modo di interpretare i quipu come un vero e proprio alfabeto: un vocabolario di 40 parole è esemplificato in una delle tavole, con l'equivalente Inca in nodi quipu colorati: le parole sono determinate da varie combinazioni di nodi in nero, blu, rosso, verde etc., mentre la punteggiatura è indicata in giallo e porpora. Un'altra tav. dimostra la sillabazione di una canzone peruviana; mentre nella terza gli alfabeti italiano, latino, francese, spagnolo, tedesco e inglese sono adattati alla scrittura quipu. Queste straordinarie tavole sono impresse a più colori e colorate, probabilmente a pochoir, secondo un metodo personalmente inventato dall'autore, così come per la stampa in 5 colori del frontespizio. Libro rarissimo e di estrema curiosità. Bell'esempl. molto marginoso e fresco (lieve alone al tit., rare fioriture); i due ff. mancanti, contrassegnati da un asterisco, riguardano una lunga nota al testo sugli animali parlanti, e non sono stati aggiunti in quest'esemplare. Ex libris Umberto Eco applicato al risguardo anteriore.

Sabin 40560. Alden 750/279. Palau 29723. Carter Brown, Italians and the creation of America 66: ''In defending the veracity of a fiction, di Sangro was off the mark, yet his book is the earliest full study of the Quipu writing system''
€ 9.500