PETITOT, Ennemond Alex.

Raccolta di rami incisi in varie occasioni dalla Regio-Ducal Corte di Parma.

Parma, 1791,

in-folio,  109 tavole con freschissime impressioni di 196 lastre da matrice in rame (17 su doppio foglio). Questo è il dettaglio: 66 fogli con una lastra, 34 con 17 lastre su doppio foglio, 14 con 2 lastre, 4 con 3 lastre, una con 4 lastre, 2 con 5 lastre,  una con 9 lastre, 2 con 10 lastre, una con 11 lastre, una con 19 lastre.

Il frontespizio (compreso nella numerazione delle tavole) riprende la cornice incisa precedentemente del Recueil de différentes gravures concernenti le opere eseguite per ordine di Monsieur Du Tillot su disegni di Petitot, in cui le figure allegoriche del Po e della Parma si abbracciano in uno scudo a forma di valva di conchiglia e prelude alla ristampa di rami incisi in pubblicazioni edite per conto della Corte in varie circostanze tra il 1769 e il 1791

Rispetto al Recueil, la Raccolta contiene ulteriori incisioni che servirono per diverse pubblicazioni, quali la Descrizione delle feste celebrate in Parma, l'Ara amicitiae dello stesso anno, la stampa allegorica della visita dell'imperatore Giuseppe II e di don Ferdinando all'Accademia di Belle arti, tutte del 1769. Altre incisioni sono risalenti a quell'anno di feste nuziali, seguite da varie versioni per l'antiporta incisa delle Costituzioni dell'Accademia e da un nutrito numero di progetti per la Cappella Reale di San Liborio e il Salone di Colorno, il nuovo Palazzo Ducale, nonché la pianta del Giardino di Parma e degli scavi di Veleia. Completano la raccolta diverse grandi tavole con la pianta e lo spaccato del Teatro Farnese, oltre a tavole di soggetto scientifico, tecnico e religioso.

Petitot, ormai all'apice della sua carriera di architetto di corte, incontra il giovane Bodoni soltanto da un anno in città come nuovo direttore della Stamperia Reale, e quindi all'esordio della sua gloriosa attività. Nelle lastre comprese in questa Raccolta di Rami incisi” per lo più utilizzati per la seconda loro collaborazione, Le Feste, Petitot intervenne non solo quale inventore e realizzatore dei complessi progetti architettonici, ma anche come scenografo, costumista e decoratore, avendo fornito i disegni delle molte illustrazioni, magistralmente rese da Benigno Bossi, principale riproduttore all'acquaforte.

Significativa del fervore artistico e culturale della città di Parma, che la pone sul finire del secolo tra le capitali europee dell'arte, questa pubblicazione è di grande rarità poiché stampata in pochissimi esemplari. Cfr. Giani ?? p. 105: “Se ne tirarono da 10 a 20 copie ”

Ennemond Alexandre Petitot (Lione 1727 – Parma 1801) giunge a Parma nel 1753, con il titolo di primo architetto della corte borbonica. Per la città è un momento felice, legato all'attività illuminista del primo ministro Du Tillot che commissiona amico architetto interventi per il rinnovo di molti dei monumenti simbolo di Parma. Petitot si occupa anche dell'"arredo urbano" collegato anche a grandi interventi urbanistici che ridefiniscono la città. La fama delle sue "invenzioni" si diffonde tramite pubblicazioni subito ricercatissime come la "Raccolta di rami incisi in varie occasioni dalla Regio-Ducal Corte di Parma" ma soprattutto attraverso le raccolte "Mascarades à la greque" e "Suite de vases". Più tardi Petitot accentua le caratteristiche di rinnovamento dell'architettura, tanto che alla fine del secolo redige progetti di chiara adesione "rivoluzionaria". Intanto, scomparso dalla scena politica il suo protettore Du Tillot, a Petitot viene riservato un ruolo accademico, lontano dalle incombenze di corte. Muore nel 1801 nella residenza di Marore, dove ancora si conserva il teatrino da lui concepito per gli spettacoli a cui partecipava come attore e musico.

 

Cfr. A.De Pasquale, Le carte del tipografo: libri e manoscritti dall’archivio di Bodoni e della Vedova, p.206: (In Palatina) “pervennero a seguito della donazione, avvenuta nel febbraio 1886 da parte di A.G. Spinelli, vicebibliotecario della Biblioteca Estense di Modena, della collezione bodoniana già appartenuta al cavalier Anton Enrico Mortara. Essa contiene le prove di stampa…, la raccolta completa delle bozze dell’Oratio Dominica con ampie annotazioni autografe, numerose prove di stampa e fogli in pergamena, la Raccolta di rami incisi in varie occasioni dalla Regio Ducal Corte di Parma”.

U. Benassi, Il tipografo G. B. Bodoni e i suoi allievi punzonisti, Arch. stor. per le provincte parmensi, n. s., XIII (1913), pp. 43-155.

Ciavarella. Catalogo del Museo bodoniano di Parma, Parma 1968.

Petitot: un artista del Settecento europeo a Parma, catalogo della mostra (Parma, aprile-giugno 1997

Bédarida P. (a cura di), Feste fontane festoni a Parma nel Settecento. Progetti e decorazioni disegni e incisioni dell’architetto E.A. Petitot (1727-1801), catalogo della mostra, Roma 1989.

€ 27.000