BAYARDI, Ottavio Ant.

ANTICHITÀ DI ERCOLANO ESPOSTE. Catalogo degli antichi monumenti dissotterrati dalla discoperta città di Ercolano…

a) Catalogo degli antichi monumenti dissotterrati dalla discoperta città di Ercolano per ordine della maestà di Carlo re delle due Sicilie, ... composto e steso da monsignor Ottavio Antonio Bayardi. Frontespizio con vignetta calcografica, antiporta con ritratto di Carlo III in ovale, pp. XXII, 447, (1).

I) occhietto, frontespizio con vignetta calcografica, (l'antiporta con ritratto di Carlo III in ovale è inserito in antiporta al volume del Catalogo), pp. (2), 1 tavola f.t. a doppia pagina del Golfo di Napoli, pp. 279, 50 tavv. incise in rame nel testo, (7) di indici, (1) bianca.

II) occhietto, frontespizio con vignetta calc., antiporta con ritratto di Carlo III come al primo vol., pp. (4) di dedicatoria al medesimo Carlo III di Borbone, (5) di prefazione, (1), 339 comprensive di 60 tavole incise in rame, (10) di indici.

III) occhietto, frontespizio e antiporta come al primo e al secondo volume, pp. XVII di dedicatoria e prefazione, 329 di cui 60 tavole, (12) di indice. 

IV) occhietto, frontespizio e antiporta come ai primi 3 voll., pp. X di dedica e prefazione, 368 di cui 70 tavole, (12) di indice.

V) occhietto, frontespizio e antiporta come ai primi 4 voll., pp. X di dedica e prefazione, 407 di cui 84 tavole e gli indici, inclusi nella numerazione. Questo è il quinto ed ultimo volume dedicato alle pitture, in realtà il VII dell'opera. 

VI) occhietto, frontespizio e antiporta come ai precedenti voll., pp XLV con 5 tavole incise in rame n.t., 280 con 79 tavole, (10) di indici; pp. 35 di Modello di una nave a 3 ordini di remi, con 3 tavole in rame n.t., due delle quali ripiegate, (2) di indici. Questo è il primo dei due volumi dedicati ai bronzi.

VII) occhietto, frontespizio, pp. XI di cui 2 tavole in rame, 423 di cui 99 tavole, (14) di indici. Questo è il secondo ed ultimo volume dedicato ai bronzi, in realtà il VI dell'opera.

VIII) occhietto, frontespizio con vignetta calgorafica, ritratto di Ferdinando IV in ovale, pp. XLIII di dedicatoria e prefazione con 3 tavole n.t, 346 con 94 tavole incise in rame nel testo. Quest'ultimo volume è dedicato a lucerne e candelabri (la numerazione di pagina espressa nelle tavole è errata, ma esse sono montate correttamente nel volume in corrispondenza dei capitoli testuali a loro spiegazione).

9 volumi in-folio grande (cm 51x39), eccezionali legature dell'epoca del sommo legatore austriaco del tempo, Georg Friedrich Krauss, realizzata per Albert di Sachsen-Teschen (1738-1822), con suo monogramma “AST” ripetuto sei volte ai dorsi. Figlio di Friedrich August II di Sassonia e genero dell'Imperatore Francesco I, dopo una brillante carriera militare e diplomatica si ritirò a Vienna nel 1795 per dedicarsi al collezionismo e all'arte. Ebbe come consiglieri Giacomo Durazzo e Adam von Bartsch, il massimo esperto dell'arte grafica, ed il suo palazzo e la sua collezione costituirono le basi per la formazione di quella che sarebbe diventata nel 1921 la celebre Albertina. I volumi I-III, IV , VIII ed il Catalogo hanno il solo dorso in marocchino rosso, mentre i volumi IV-VII sono in pieno marocchino rosso, con raffinata bordura a fiori e volute in oro ai piatti, con dentelle interna; tutti i dorsi sono uguali, con sei monogrammi e i titoli su due tasselli in pelle verdone, tagli dorati.

I nove volumi sono adorni di 7 ritratti di Carlo III ed uno di Filippo IV, una carta del Golfo di Napoli a doppia pag., 609 tavole, circa 547 iniziali incise e 790 testate e finalini.

Al disegno ed all'incisione dei fogli parteciparono oltre 20 noti artisti del tempo, particolarmente di scuola napoletana, quali Rocco Pozzi, Elia Morghen, C.Paderni, Lor. Biondo, F.La Vega, G.Aloja, P.Gaultieri, N.Vanni, P.Campana, L.Vanvitelli, F.Cepparelli, M.Gorello, C.Nolli. Tra 1748 ed il 1749 il re Carlo di Borbone aveva istituto a Portici una scuola d'incisione in rame, chiamando artisti italiani e stranieri a preparare le tavole (le cui matrici si conservano al Museo Archeologico Nazionale) per le opere commissionate alla Stamperia Reale; e lo stesso sovrano, nel 1755, aveva istituito l'Accademia Ercolanese, composta da quindici membri, per curare la pubblicazione e l'illustrazione dei risultati degli scavi. La grandiosa iniziativa editoriale delle Antichità di Ercolano costituì un evento di singolare rilievo nel secolo e nella storia della letteratura archeologica, rendendo pubblico per la prima volta in dettaglio il ricco patrimonio artistico e documentario rinvenuto nel corso degli scavi. In parte in parte già descritti nel 1755 dal parmense Ottavio Antonio Baiardi, ebbero con questa sontuosa opera una diffusione eccezionale. Sebbene i volumi non fossero posti in vendita ma concessi in omaggio alle persone gradite alla Corte Napoletana, la Reale Stamperia con quest'opera, alla quale lavorò per oltre 40 anni, diffuse nel mondo della cultura notizia della ricchezza archeologica del sito di Ercolano.

Monumento tipografico impresso su carta forte, di eccezionale bellezza ed in superba rilegatura, perfettamente conservato e completo del Catalogo dei monumenti “dissotterrati per ordine della maestà di Carlo re delle due Sicilie, ... composto e steso da monsignor Ottavio Antonio Bayardi” che ne precedette la pubblicazione nel 1755.

Rosaria Ciardiello , L'archeologia dei Borbone nella cultura europea : “Il corpo accademico si riuniva con scadenza bisettimanale almeno fino al 1760 … si rivelò evidente quanto fosse complessa la formula collegiale e la stesura dei testi fu affidata al segretario Carcani, che, praticamente da solo, proseguì il lavoro pubblicando dal III al VII tomo. Egli inizio anche l'VIII che fu poi completato dall'abate Basso Bassi… Il piano dell'opera era colossale, prevedendo ben 40 volumi, ma non si andò verso l'ottavo … La pubblicazione di sontuosità regale comportò spese notevoli … I rinvenimenti di Ercolano e Pompei nonché la pubblicazione dei papiri e dei volumi delle Antichità concorsero nella seconda metà del Settecento e spingere fino a Napoli il Grand Tour. Ciascuno dei visitatori, con la propria sensibilità, riportò le impressioni delle grandi scoperte borboniche contribuendo a diffondere il cosiddetto “gusto ercolanese”.

(Kissner Sale, 199). Blackmer 678. Cicognara 2645. Ebert 711. Berlin Kat. 3947. Cfr. catalogo Civiltà del '700 a Napoli.

€ 46.000