STATUTA VERONAE

STATUTA Civitatis Veronae.

(In fine:) Vicenza, Hermannus Liechtenstein (Levilapis), 20 dicembre 1475,

in-folio, ff. 190 (il primo e l'ultimo bianchi mancano) bella legatura settecentesca in mezza pelle con angoli, dorso con fregi in oro e titolo e data (erroneamente 1472) su duplice tassello bicolore. Ampio restauro conservativo al margine del primo f., con perdita di una ventina di lettere, l'ultima delle prime linee. Rinforzati i margini inferiori di alcune carte, un'ampia gora marginale agli ultime 8 ff. Due fogli dell'ultimo quaderno hanno il margine inferiore ridotto.

Malgrado i difetti, esemplare molto attraente, su carta forte ed ampi margini; e di straordinaria importanza in quanto interamente chiosato su parecchie decine di pagine tra il XV e il XVII secolo. Non pochi autorevoli giuristi e notai hanno vergato estesi commenti ed aggiornamenti che in alcuni casi riempiono del tutto i margini. Le chiose sono rimaste integre e non rifilate dal rilegatore; sciolti in fine sono conservati una dozzina di fogli di formato inferiore, con aggiunte e annotazioni su 16 pagine a proposito di vari capitoli degli Statuti.

Al di sopra l'inizio del Proemio al f. A2 r. un giurista del XVI secolo ha vergato: "Statutum hoc fuit eximii Doctoris Oauli Bellini Civis Bobilis Veronensis ... i1537 fuit Index maleficiorum ... in civitat Luce ut ipse propria manu acripait in hoc volumine 1602...". Al f. l5v. figura il colophon: "...Impressio accuratissime facta est in urbe praeclara Vicentiae... Hoc opus sic effigiatum Impressum est per Hermanum Leuilapidem Coloniensem Anno Domini M.CCCC.Lxxv...xx mensis decembris..." 

Prima edizione degli Statuti di Verona. Il Prologo contiene cenni storici sulla città, l'elenco dei più importanti monumenti, l'elogio delle sue bellezze e dell'onestà dei cittadini. Hermann Liechtenstein, il secondo stampatore di Vicenza, come il suo predecessore nativo di Colonia, vi iniziò la sua carriera, imprimendo poi alcuni libri a Treviso nel 1477, ritornandovi prima di stabilirsi a Venezia. Quest'edizione, commissionata dai 5 fratelli nominati nel colophon come cittadini veronesi, fu il quarto e più importante dei circa 12 libri impressi dalla sua prima tipografia vicentina. Edizione di estrema rarità sul mercato - sebbene alcune copie siano da sempre conservate in varie biblioteche pubbliche - e di fondamentale importanza per la storia civile di Verona. Esemplare d'eccezione e meritevole di approfondimenti.

Al contropiatto anteriore ex-libris inciso tardo settecentesco - con stemma marchionale della panoplia con lo scudo con al centro una stella - della famiglia Dionisi, tra le più antiche della nobiltà di Verona: il marchese Gabriele (1719-1808) fu l'artefice della ristrutturazione della villa a Ca' del lago di Cerea nonché del riordino e aggiornamento della biblioteca. La famiglia Dionisi aveva destinato al piano nobile la funzione di libreria e sala di lettura, precoce esempio di centro culturale dove si riunivano artisti e letterati. Dopo la dispersione delle migliaia di volumi del fondo antico, conserva ora i libri sul mobile d'arte contemporaneo della Fondazione Aldo Morelato.

 HC 10000; BMC VII, 1036; IGI 10247; Oates 2674; Pellechet 10712; Proctor 7141; Goff S-726. Fontana III,318. 

€ 7.800