BODONI, G.B. & PETITOT, E.A.

Descrizione delle Feste celebrate in Parma l'anno MDCCLXIX per le auguste Nozze di Sua Altezza Reale l'Infante Don Ferdinando colla Reale Arciduchessa Maria Amalia.

Parma, nella Stamperia Reale (di G.B.Bodoni), (1769),

in-folio imperiale (mm 535x430), f. (5, il primo f. bianco), pp. 76 di testo italiano e francese su due colonne (caratteri tondi e corsivi di corpo e spaziatura diversa), 36 ff. di tavole f.t., 1 f. bianco. Antiporta inc. in rame disegnata da Petitot e incisa da Volpato, frontespizio, realizzato dai medesimi artisti, con grande vignetta alle armi Borbone fiancheggiate dai leoni di Spagna, 5 testate, 8 capilettera e 19 finalini inc.; 36 tavole fuori testo incise in rame di cui 6 a doppia pagina. Legatura 800esca in mezza pelle e angoli, carta decorata ai piatti, titolo oro al dorso. Grandiosa pubblicazione voluta dalla Corte Ducale di Parma con la descrizione dei principali spettacoli allestiti per le nozze tra Ferdinando duca di Borbone e Amalia d'Asburgo, sorella dell'imperatore (''Descrizione degli abiti'', ''Nomi delle Nobil Persone impegnate nel torneo'', ''Le Pastorelle d'Arcadia, festa campestre'', ''Relazione'', ''Fiera Chinese''). Brooks segnala che ne furono tirate 2 edizioni, ciascuna di 400 copie, che però non risultano in vendita nei cataloghi del Bodoni, perché l'opera fu ben presto esaurita. L'imponente apparato decorativo fu affidato a Eurimond Alexandre Petitot, architetto e disegnatore nato a Lione nel 1727 ed ormai all'apice della sua carriera di architetto di corte, in collaborazione con il giovane Bodoni, solo da un anno in città come nuovo direttore della Stamperia Reale, e quindi all'esordio della sua gloriosa attività. Le Feste sono la seconda opera in cui i due collaborano e Petitot vi figura non solo quale inventore e realizzatore dei complessi progetti architettonici, ma anche come scenografo, costumista e decoratore, avendo fornito i disegni delle molte illustrazioni dell'opera, magistralmente rese da Benigno Bossi, principale riproduttore all'acquaforte, da Volpato, Patrini e altri. L'eco delle feste e della loro pubblicazione fu molto vasto. Jean Pierre Mariette si stupiva ''à voir sortir d'une imprimerie naissante un livre si parfaitement exécuté dans toutes ses parties...un chef-d'oeuvre''. Maria Antonietta confessava alla sorella Maria Amalia di aver spesso sfogliato il ''beau livre'' per ritrovarsi con lei. Stupendo esemplare della prima tiratura, nitidamente impresso su carta assai pesante.

Brooks 6 e tavole I, III, V: ''Forse il più attraente di tutti i libri di Bodoni per la bellezza delle figure''. Ruggeri 859. Giani, p. 1-3: ''molte copie distrutte da varie circostanze e soprattutto deturpate dagli amatori di stampe...''.

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